Declinare un tema in tutte le sue possibilità espressive è un vanto dei fuoriclasse. Dries Van Noten si lancia in un'apoteosi del camouflage e non induce sonnolenza alcuna. Perché il motivo militare per antonomasia, feticcio di mascolinità, è di volta in volta modificato e arricchito. Come sotto l'azione di un reagente, la stampa assume le forme di un indistinto maculato, s'imprime come traforatura nell'inconsueta maglietta di pizzo, si ritaglia listini decorativi sulla camicia in voile. Sì, avete capito bene, un femminilissimo voile. Sembrerebbe anzi che il gioco del designer belga voglia spingersi verso una deliberata sfida alla virilità preconcetta: i pantaloni tagliati al coltello, squisitamente sartoriali, osano un lucente shantung arancio; la maglieria, programmaticamente retiforme, lascia intravvedere il torso nudo. Una studiata concessione allo sportwear sono invece i tasconi a patta, disseminati sulle giacche a vento, i gilet trapuntati, le allacciature a strappo. Esercizi degni della migliore scuola di Antwerp. (Gabriele Verratti)