In un periodo dove il confronto tra le culture s'irrigidisce e proietta lunghe ombre sulla convivenza di tutti i giorni, Dries Van Noten suscita la nostalgia delle lontananze e dei viaggi senza approdo, dei crocevia e degli scambi tra i popoli. Il riferimento è alla cultura Miao, fiorente nelle più impervie regioni montuose della Cina. Il prototipo è dunque quello del nomadico e del tribale, qui comunicato attraverso le sovrapposizioni e i materiali. Casacche trapuntate su fluenti camiciotti in seta, trench in denim fioriti di batik. I pantaloni? Sostituiti sovente dai leggings, e comunque in combinazione con bermuda tra l'esotico e lo sportivo. Sotto la giacca, con effetto lirico , una sorta di drappo-grembiule. Non mancano però riferimenti all'uniforme workwear, con le fasce in argento rifrangente, e una punta d'irriverenza punk nell'uso del tartan per bomber e kilt su jeans.

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