Quadretto di sicilianità verace, con tanto di fichi d'india sullo sfondo e musica di marranzano. Quasi un fotogramma neorealista da Dolce & Gabbana, per una riscrittura in chiave chic del folklore. Del resto, sull'invito ricevuto giorni prima della sfilata, campeggiava programmatica la citazione di Tomasi di Lampedusa: "I siciliani non vorranno mai migliorare per la semplice ragione che credono di essere perfetti: la loro vanità è più forte della loro miseria". Nel rito garrulo della festa paesana sfila gente comune di ogni età, dal bimbetto all'uomo fatto. Pantaloni alti alla vita, strizzati dalla cintura, e camicia bianca slacciata sul collo, con frequenti incursioni di stampe vivaci che riecheggiano i decori policromi dei tipici carretti. Altrimenti, la giacca in lino dell'abito buono predilige tinte scure e terrose. Andatura da fiera onestà contadina, su stringate dall'aria vissuta e, più spesso, su sandali traforati. (Gabriele Verratti)