Un patchwork di memorie, di stili e di culture. Quello immaginato da Damir Doma è un uomo che ricorda ora un antico guerriero asiatico, sul genere Gengis Khan, ora un monaco buddista, con una collana di perle di legno al collo. Un'atmosfera nomade e bohémien fa da filo conduttore alla collezione ma i materiali sono lussuosi, i tessuti damascati o con stampe vagamente etniche. I volumi morbidi con cappe e mantelle lunghe, cappotti a vestaglia, portati con stivali ampi sulla gamba o stringate, il tutto sovrapposto a gilet di pelliccia – anche legati in vita con la cintura. Colori caldi e autunnali, dal marrone al bordeaux, lasciano spazio a completi a righe bianche e grigie, di diversa grandezza su ogni lato del corpo, che creano un effetto asimmetrico. Si passa poi al total white monastico con pantaloni in maglia di lana e lunga tunica, al total black dove si gioca con le diverse lunghezze dell'outerwear e dei pantaloni, fino alle diverse tonalità di total grey che ci riportano al guerriero impellicciato. (Erica Baldi)