Dalle retrovie alla ribalta della passerella, i collaboratori Bill Gaytten e Susanna Venegas perpetuano la maniera dello sventurato Galliano. Va in scena, per il pubblico e soprattutto per le affilate fauci dei compratori, una fantasmagorica sinergia tra l'evocazione di una Grace Jones dei tempi d'oro e la visionarietà degli architetti contemporanei.

Della prima riconosciamo i copricapi sensazionali, in forma di cubi e sfere, ed il piglio felino trasfigurato in macule di zebra e giraffa, a sorpresa disegnate in tonalità pastello; dei secondi ci parla la resa scultorea dello chiffon e dell'organza di seta: arricciati in ghirigori vagamente floreali, ridotti a finissimo plissé, assottigliati in lingue e fiamme vibratili. Nelle stessa direzione vanno le stampe che ricordano la tarsia di legni policromi e quelle che mimano le venature di marmi e pietre dure.

Finale all'insegna di un femminino lunare, con macro-lustrini e glitter, collettone e berretto alla pierrot. (Gabriele Verratti)