Abiti formali, ma declinati in modo atipico. La sfilata di Bottega Veneta per l’uomo del prossimo autunno inverno è studiatamente asimmetrica. Punto primo: il colore. Compare, a sorpresa, su completi dal taglio sartoriale, cappotti dalla silhouette estremamente pulita e scarpe classiche. Compare, come si diceva, senza una regola precisa. Sotto forma di spicchi astratti, disegni geometrici o inserti apparentemente casuali. Anche in versione spalmata vernice. Niente di troppo acceso, si tratta di toni eleganti e sobri, come da Dna del marchio: blu notte, prugna, verde, sabbia. Interruzioni non solo di colore, ma anche di tessuto. Pelle e maglia. Jersey e vernice, o camoscio. Ogni capo, anche il jeans, si arricchisce di elementi che ne rompano le linee. Gli abiti non si allontanano mai troppo dal corpo. Rimangono le linee asciutte e dal taglio classico.
Numerose le giacche a doppio petto, anche se con qualche bottone in meno rispetto al dovuto. Un ritorno, quello dell’allacciatura doppia, che quasi tutti gli stilisti hanno decretato senza indugi. Curiosamente, visto il know-how del marchio, gli accessori sono in secondo piano. Non mancano però di stupire le scarpe: stivaletti con punta quadrata e, udite udite, tacco 6. (Giada Borioli)