Difficile trovare un filo conduttore nella collezione presentata da Bernhard Willhelm che non sia il colore. A primo impatto si viene colpiti da una serie di proposte completamente distanti l’una dall’altra, non fosse per i toni – accesi e caldi –, le proporzioni – larghe, larghissime, completamente destrutturate –, le stampe – che conquistano l’intera figura. A ben guardare, però, ci si accorgerà che sono proprio queste ultime a donare un fil rouge. Ogni singolo capo, infatti, richiama alla mente luoghi del mondo ben definiti: l’Africa dei safari, il centro America, il Sud America. Sembra un moderno ‘survivor’, l’uomo presentato per il prossimo inverno. Da cui, se rubare lo stile risulta un po’ difficile per aggirarsi nella giungla urbana, è possibile però prendere un insegnamento: osare e approfittare del buono della globalizzazione, ovvero la possibilità di vivere di persona colori e silhouette completamente diverse da quelle a cui siamo abituati. D’altra parte, lo afferma lo stesso stilista, “Quando si ha un’idea la si deve esasperare, perché le persone hanno bisogno di provare emozioni forti prima di cambiare davvero qualcosa del loro stile”. (Giada Borioli)