In un panorama milanese piuttosto piatto, Antonio Marras è riuscito a stupire, in positivo, anche gli editor più scettici. Il suo segreto? La meticolosità nella manifattura, da sempre prova del suo talento, e il sentimento. Sì, il sentimento.

La passione di una vita, quella per la moda, incontra una storia d’amore, fatta di stima e di collaborazione, con Carol Rama, artista a cui è dedicata l’intera collezione.

Al centro di un marchingegno decorato da ruote, valigie, mani e scarpe, le modelle bambole di Marras prendono vita, si muovono verso il pubblico e iniziano a raccontare, con le loro gesta silenziose, una storia.

I ricami sono preziosi, tridimensionali, i colori opposti, l’arancione con il celeste in primis, si amalgamano in un messaggio che vuole andare oltre l’estetica pura della visione.

Chiffon, raso su raso, le gonne e le vesti diventano multiple, le nuance sfumano vero l’oscurità. A metà tra un'installazione artistica e una piccola opera teatrale, lo spettacolo non cela i vestiti, anzi, al contrario, li celebra in maniera efficace. Accontentando romantici in standing e buyer in prima fila.