L'impressione di eclettismo è stata una precisa volontà di Sarah Burton già nel concepire la collezione. No a riferimenti troppo schietti, sì a suggestioni inaspettate in armonia tra loro. L'effetto è comunque riconducibile a una specie di tribale aggiornato, di gonnelle a piume e busti in pelle che imbracano le spalle, con incursioni nella mitologia (vedi l'elmetto di una divinità guerriera non ben identificata) e motivi geometrici che rievocano le avanguardia pittoriche del secolo scorso. Visivamente il pizzo che sembra ritagliato nella plastica è uno degli elementi più impattanti, per coraggiosi abiti da sera cui fanno da corollario i sandali-platform allacciati alla caviglia, fibbia su fibbia. L'insieme è complesso e variegato, ma non scalda il cuore. Con il rischio molto concreto che la passerella sia avvertita solo come un puro divertissement, troppo azzardato per sollecitare le vendite in negozio.

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