Estremamente grafica ed elaborata, la passerella di 3.1 Phillip Lim ricorda i quadri astratti. Si gioca sia con i colori a contrasto, che creano disegni asimmetrici su giacche e cappotti, sia sul mix and match di tessuti e trame e lavorazioni diverse. Le silhouette acquistano volumi inaspettati grazie alle cover di organza applicate su camicie e giacche dal taglio classico, mentre ai giochi di colore spetta il compito di aggiungere carattere a ogni abito. Tessuti diversi, si diceva. Estremamente diversi tra loro per donare a ogni capo, anche a quello più scontato, un aspetto nuovo. Abbinati insieme compaiono infatti pelli levigate, pelli dall’aspetto vintage, organza e latex. La vita dei pantaloni si alza e la cintura, sempre grossa e ben evidente, si porta allacciata con un nodo, come fosse quella dei cappotti. Ai tipici colori invernali – nero, grigi, Borgogna – si aggiunge, spesso e volentieri, il rosso fuoco. Sugli abiti o, per chi non se la sentisse di osare tanto, sugli accessori. (Giada Borioli)