Prima della sfilata, con un'espressione sibillina, Phillip Lim ha dichiarato di restare ancorato alla terra. Letteralmente, visto che l'ispirazione per la passerella si è concentrata tutta sui geodi. Masse di lava solidificata dall'interno cavo ricoperto di cristalli. Niente paura però, perché lungi dallo sfociare in un saggio di geologia, le sue bluse in organza ricamate con striature rocciose e i soprabiti corrosi dalla ruggine e dal verderame hanno una loro grazia attraente. I motivi terrosi, cosparsi a piene mani sui pantaloni di taglio ampio come sul succinto chiodo zippato, si alternano a iridescenze e a pannelli di metallizzato. Ecco allora che il tema organico sfuma nel futuribile e le modelle sfoggiano sportivissimi occhiali a maschera, con lenti rigorosamente a specchio. Grande protagonista la pelle, per abitini svelti e baschine che si congiungono all'orlo della canotta con una serie di anelli metallici. Tavolozza piuttosto neutra; su un fondo di bianco e di nero si tracciano poche pennellate di ocra, celeste e rosa sorbetto.

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