FASHIONLAB: LA MODA DIVENTA 3D

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31 Maggio 2012

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DELPHINE HERVIEU

FashionLab: la moda diventa 3D
La presentazione di FashionLab, tecnologia 3D a favore del mondo della moda - Credits: collage Therese Storc

L’azienda francese di “3D experience”, Dassault Systèmes , porta a Milano il suo approccio innovativo al mondo della moda con una presentazione del nuovo incubatore virtuale dedicato a fashion designer e stylist. Il futuribile strumento high-tech si chiama FashionLab : il 24 maggio, durante una conferenza stampa mattutina alla Biblioteca della Moda è stato svelato il progetto completo e tutto quello che promette.

Dassault è un’azienda leader nello sviluppo di software e applicazioni 3D, ma è anche riconosciuta come una delle più antiche aziende ingegneristiche, con un predominio storico nell’industria aeronautica. A prima vista potrebbe sembrare strano leggere il nome di Dassault Systèmes in un contesto fashion, ma pensandoci meglio, perché no? Ormai non siamo forse totalmente digitalizzati? Come qualsiasi altro settore, anche la moda, se vuole crescere, ha bisogno di una spinta tecnologica per gestire con successo le nuove sfide che si succedono sempre più frenetiche nel mondo di oggi.

Per FashionLab, Dassault Systèmes sta collaborando dal concept alla produzione con tre creativi, autentici ambasciatori di quello che potrebbe essere il futuro della moda. Julien Fournié (stilista haute couture), Jonathan Riss (direttore creativo per Jay Ahr) e François Quentin (designer di orologi) sono attori importanti nello sviluppo di FahionLab. Condividono le proprie esigenze, commentano i risultati e testano il sistema. Jonathan Riss, che da Parigi è venuto a Milano per raccontare la propria esperienza agli invitati alla Biblioteca della Moda, ha mostrato un grande entusiasmo quando ha raccontato di come ha iniziato a collaborare a questa avventura, quasi due anni fa. Ha descritto la sua esperienza di designer di ricami che lavora moltissimo con un villaggio cinese rinomato per una tradizione artigianale cominciata quattrocento anni fa. In questo caso, FashionLab si è dimostrato un solido ponte tra passato e futuro, con il potenziale di riconciliare chi difende a spada tratta la tradizione e chi pretende di andare sempre più veloce. Per Riss, FashionLab ha cambiato in modo concreto il modo in cui quotidianamente lavora con i collaboratori cinesi. Se prima doveva spiegare i propri disegni due volte, se non di più, ora basta spesso un solo tentativo. FashionLab aiuta quindi i creativi a risparmiare tempo e denaro e a mettersi in contatto con il cliente finale ancora prima che il modello sia stato prodotto. La magia sta in un prototipo virtuale che rivela sin da subito se un’idea sia realizzabile oppure no. Bellezza e funzione insieme: non è forse quello che i designer hanno sempre tentato di raggiungere?

FashionLab sembra avere il potenziale di conciliare aspirazioni creative e obiettivi commerciali, ma solo il tempo può dire se questo equilibrio si potrà davvero raggiungere.
Negli ultimi due anni alcuni personaggi influenti hanno espresso preoccupazione per il futuro della moda; con FashionLab potremmo aver trovato lo strumento che gradualmente e senza scossoni darà a tutto il settore una spinta di crescita e una nuova direzione.

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