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Virginio Simonelli: «In amore non mi fido»

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  • VIRGINIO SIMONELLI: «IN AMORE NON MI FIDO»

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    Angelo Sica

  • Il talent show di Maria De Filippi li ha resi famosi. Ora Marco Carta , Valerio Scanu , Annalisa e Virginio si affrontano nel girone dei big. Ma adesso che non sono più solo “aspiranti popstar”, la vera sfida è un’altra. Entrare nella classifica dei dischi più venduti. Chi di loro la scalerà?

    Virginio Simonelli ha una stellina tatuata sulla mano. È il suo portafortuna: «Perché questa è quella con cui scrivo le canzoni. Mi sono ispirato al leader dei Rem, Michael Stipe, che ha tatuato un’immagine presa da un cartoon che vedeva quando era bambino, cioè una scatola “fatata”».

    Il cantautore 27enne ha fatto un percorso inverso rispetto ai colleghi di Amici. Perché, a 20 anni, aveva già partecipato a Sanremo e solo l’anno scorso è approdato al talent show, per vincerlo. Nel frattempo, da Fondi, paese in provincia di Latina dove è nato, si era trasferito a Milano per studiare all’Accademia di belle arti e laurearsi in Graphic design. Ora è andato a vivere a Roma, città di cui parla molto nel suo nuovo album Ovunque (Universal).

    Perché ha scelto il brano “Ovunque” come titolo dell’album?
    «Ho avuto una giovinezza nomade e Ovunque parla delle distanze. Di come ti senti solo quando sei sempre in movimento, lontano dagli affetti».

    “Nella mia valigia” è un altro testo che ha come tema il viaggio.
    «Sì, ma soprattutto si lega alla nostalgia delle persone che vorresti portare con te quando parti. Io, per esempio, penso alla mia sorellina, che adesso ha 11 anni. Ogni volta che la rivedo mi accorgo di quanto stia diventando grande e mi viene il magone a pensare che mi sto perdendo i passaggi fondamentali della sua vita. E poi, naturalmente, in valigia vorrei portarmi la persona che ora mi sta accanto. Non sono fidanzato da molto, ma il distacco fa sempre male».

    In “Sei” canta la voglia di lasciarsi andare ai sentimenti...
    «Ho una sensibilità che va domata e sono molto cerebrale. Così, in amore, rimango molto sulla difensiva, forse perché tendo a fidarmi poco degli altri. Però, piano piano, sto imparando a essere meno refrattario, meno freddo. Sei è il mio proposito di godermi di più la vita. Senza, però, perdere di vista ciò che sono: Mai, infatti, è un’altra canzone dell’album in cui mi stupisco di come possa essere fragile e forte allo stesso tempo».

    Perché ha inserito nel disco la cover in inglese “Halleluja”?
    «Quando ho partecipato ad Amici, durante le prime puntate, il coach Rudy Zerbi si arrabbiava spesso con me perché non mi aprivo, allora mi ha sfidato a preparare un brano per esprimermi al cento per cento. Scelsi Halleluja, che rappresentò per me una svolta: la sua musica era un mondo in cui mi riflettevo».

  • Grazia.it