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Tali Lennox: «Parlare non mi piace»

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  • TALI LENNOX: «PARLARE NON MI PIACE»

  • Tali ha solo 19 anni, ma già l’attitudine della super star (forse perché sua madre è Annie Lennox ). Per ora niente musica, però. Ha scelto un’altra strada: la moda.

    I buoni consigli della mamma sono sempre validi, si sa. E tra quelli che mamma Annie le ha dispensato c’è sicuramente quello di diffidare dei giornalisti.
    L’accoglienza di Tali Lennox, la minore delle figlie di Annie Lennox, storica cantante degli Eurythmics, è piuttosto freddina: anche la mamma è famosa per non concedere mai (o quasi) interviste.

    Tali (che, a 19 anni, è all’inizio della sua carriera di modella) ancora non ha deciso di cancellare i giornalisti dalla sua agenda, si limita a congelare il viso in un’espressione impassibile, a parlare a velocità folle e, quando una domanda non le va a genio, a trincerarsi dietro alle parole: «A questo non posso rispondere, sa, il mio agente...».

    Nata nel 1993, suo padre è il produttore israeliano Uri Fruchtmann, dal quale la madre si è separata nel 2000, ha una sorella più grande, Lola, musicista e anche lei modella. Ma la promessa di famiglia sembra essere proprio Tali, altezza da top, viso botticelliano e folti capelli lunghi castani, già copiatissima it girl e icona fashion.

    Con un prezioso soprabito e un paio di mezzi guanti di Alberta Ferretti, è elegante e statuaria e dimostra più dei suoi anni. Anche se, in apparenza, lo stile è molto diverso da quello androgino di Annie, con lei condivide la passione per i cappelli, che Tali ammette di rubare dal guardaroba della madre (dice: «Danno stile e rendono speciale qualunque vestito»), e per i vestiti vintage.

    Con la madre ha un’altra cosa in comune: ha lasciato la scuola. Ma, a differenza dei nonni materni (un operaio dei cantieri navali e una cuoca che, a quel tempo, presero molto male la decisione di Annie di abbandonare la prestigiosa Royal academy of music di Londra, dove aveva vinto una borsa di studio), i genitori di Tali non si sono scomposti più di tanto.

    Lei è bellissima e fortunata ma, se non fosse Tali Lennox, chi vorrebbe essere?
    «Oh Dio, non lo so... Credo una musicista. In ogni caso vorrei fare un lavoro che mi porti sempre in giro per il mondo. Proprio come quello che sto facendo ora, che mi offre tutte queste possibilità».

    Che cosa ha comprato con i primi soldi guadagnati come modella?
    «Li ho messi da parte, non sono una spendacciona. Ho intenzione di trasferirmi a New York in settembre e sto risparmiando per comprarmi un appartamento».

    Continuerà a posare o si rimetterà a studiare?
    «Magari mi iscriverò a una scuola d’arte. Ma non posso studiare full time perché non ho tempo. Non vedo perché non dovrei sfruttare fino in fondo l’opportunità che la moda mi offre. E poi ho altri progetti».

    Quali?
    «Dipingo, è sempre stata la mia passione, mi fa stare bene, mi dà concretezza e mi fa sentire concentrata su qualche cosa di tangibile. In questo momento sto preparando una mostra di tutti i miei quadri. E poi mi dedico anche alla beneficenza: sono appena tornata da un viaggio umanitario che mi ha commosso e gratificato. Collaboro anche a una rivista che si occupa di giovani musicisti. Come vede, faccio tante cose, anche se, per ora, mi concentro soprattutto sul lavoro di modella, che sta andando molto bene. Sono sempre in viaggio».

    E la sua base dov’è?
    «A Londra».

    Abita da sola?
    «No, vivo a casa con la mia famiglia».

    Che cosa fa quando non lavora?
    «Dipingo, disegno, vedo gli amici, ma mi piace anche stare da sola. E poi mangio un sacco (si è mai vista una modella che non dichiara di  mangiare un sacco?, ndr), di tutto. Il cibo italiano è il mio preferito, però mi piace anche quello giapponese e, in generale, asiatico».  

    Una volta ha detto che sua madre è il suo eroe, è vero?
    «Forse qualche giornalista lo ha scritto, ma non parlerei di eroi: mia madre è una bellissima persona che ha molti valori e si è occupata di me nel migliore dei modi».

    Secondo lei quali sono la più grande opportunità e il più grande ostacolo per la sua generazione?
    «Internet è un’opportunità e un rischio, al tempo stesso. Penso che avere tutto a disposizione con un semplice click e poter raccontare quello che ci accade sui social media abbia un cattivo effetto sulla mia generazione. Ci fa diventare impazienti, rende difficile entusiasmarsi per piaceri semplici come leggere o vedere una mostra. Credo che i social media abituino a un modo falso di comunicare e rappresentarsi. Anche io ho un account su Facebook e Twitter, ma trovo inquietanti i miei coetanei che passano il tempo a postare messaggi inutili».

    Pensa di avere trovato il suo stile o lo sta cercando?
    «Penso di aver capito che cosa mi piace e che cosa no, ma lo stile si evolve, ci sono innumerevoli modi di accostare i vestiti. In generale, penso di essere più sofisticata e a mio agio di prima, ma cambio molto, a seconda dell’umore. Amo sempre quello che è colore e nostalgia, quindi gli abiti vintage».

    Che cosa indossa sempre e che cosa mai?
    «Vado pazza per i cappelli, di tutti i colori e le forme. Non indosso mai la tuta, a parte quando vado a dormire».

    Che musica ascolta?
    «Tanta e diversa. Mi piacciono rock and roll, blues, punk, soul, indie. Non ascolto l’hip hop e, in generale, la musica più superficiale e studiata per il mercato».

    Qual è la canzone degli Eurythmics che preferisce?
    «Di questo preferisco non parlare. Sa, il mio agente...»

  • Grazia.it