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Luca e Paolo: «Aiuto! Ci avete messo in mezzo»

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  • LUCA E PAOLO: «AIUTO! CI AVETE MESSO IN MEZZO»

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    Angelo Sica

  • L’insopprimibile dna “ligure”, le polemiche post Sanremo, le partner femminili in tv: Luca e Paolo , sotto l’assedio delle nostre domande, fanno outing. E quando si parla d’amore, basta guardare i loro anulari per capire quanto sono diversi.

    Chi l’avrebbe detto che le due (ex) Iene più agguerrite della tv, i mattatori delle ultime due edizioni di Sanremo, si sarebbero lasciati intimidire dall’“arena” della nostra intervista collettiva?

    Sarà l’effetto della valanga di domande-commenti con cui accogliamo la coppia Luca Bizzarri, 40 anni, e Paolo Kessisoglu, 42, appena si siedono nella “sala ovale” di «Grazia»: «Luca, ci piace il suo look di oggi. Chi è lo stylist?», «E la fama di cattivo ragazzo con le donne: conferma?», «Paolo, invece, è sposato: è stato un colpo di fulmine?», «Però è più magro di quanto sembra in tv, merito della dieta vegetariana?»... «Mi sa che ci dobbiamo preoccupare», Paolo si rivolge a Luca, che gli fa eco: «È la legge del contrappasso. Questa volta tocca a noi essere messi in mezzo». «Assumerò la posizione di difesa di quando si va dallo psicologo», sorride Paolo e incrocia le braccia.

    Cominciamo dal vostro ritorno in tv: come conduttori di “Scherzi a parte”, dal prossimo 2 aprile in prima serata su Canale 5. Quali saranno le novità?
    paolo: «Prima di tutto, andremo in diretta. Sarà più faticoso, ma anche più divertente. Soprattutto per lo spettatore: è diverso guardare qualcosa che accade nel presente piuttosto che un programma preconfezionato. E poi, avremo un’orchestra di trenta elementi che potrà suonare con i cantanti che verranno a trovarci, o creare degli accompagnamenti insoliti con altri ospiti. Per esempio, con giornalisti che si esibiranno alla tromba o con registi alla batteria...».
    luca: «Non solo. Dal primo momento in cui ci hanno proposto Scherzi a parte, ci hanno fatto la domanda: “Chi è la donna al vostro fianco?”. Ma a noi sembrava di ripetere lo stesso cliché delle Iene e allora abbiamo affidato la parte femminile al corpo di ballo. Sono ragazze scelte dalla Nazionale di ginnastica ritmica: atlete eccezionali, che continuano a vincere Olimpiadi e Mondiali senza però attirare l’attenzione del grande pubblico. Sono belle, brave, sanno fare un sacco di cose: tra le nostre ballerine ci sono tre medaglie d’oro olimpiche. Ci piace valorizzare le donne senza mostrare tatuaggi inguinali».

    A proposito di tattoo strategici, questa croce che ha disegnata sul dito…
    luca: «Non un dito qualsiasi, è questo dito» (mostra l’anulare).

    Vuol dire che lì non metterai mai la fede?
    Luca: «Esatto. È già occupato» (ride).
    paolo: «Io, invece, la fede ce l’ho».

    Paolo, lo fa notare per distinguersi? Come vi sentite a essere riconosciuti dal pubblico sempre come coppia?
    luca: «Quando sei in giro da solo, devi abituarti alle persone che ti indicano: “Guarda, c’è Luca e Paolo”».
    paolo: «Succede spesso che qualcuno ti saluta e sbaglia: “Ciao Luca”. Allora lo correggi: “Veramente sono Paolo”. “Eh vabbè, è uguale”, ti rispondono».

    All’ultimo Festival di Sanremo, siete stati molto criticati per le “parolacce”. Voi, invece, vi siete piaciuti? Lo rifareste?
    luca: «Nel 2010 abbiamo cantato Ti sputtanerò e hanno urlato al genio. All’ultimo Sanremo abbiamo detto “sti cazzi” ed è salita un’ondata d’indignazione. Parafrasando Alberto Arbasino: l’anno scorso eravamo giovani promesse, quest’anno siamo i soliti stronzi e, se faremo la stessa cosa, l’anno prossimo saremo venerabili maestri».
    paolo: «Quest’anno c’era Celentano di mezzo, siamo entrati nel mirino delle polemiche. Ma non mi pento di nulla».
    luca: «Il direttore di Raiuno Mauro Mazza rideva come un matto durante la diretta, salvo poi dissociarsi la mattina dopo».
    paolo: «Eppure lui aveva già letto in anticipo quello che avremmo fatto sul palco. Non l’abbiamo detto in quei giorni per rispetto, ma lui conosceva ogni parola del nostro intervento».
    luca: «Altro che parolacce, la vera provocazione è stata prendere in giro il canone Rai: “Ma voi siete pazzi”, ci ha detto un’autrice quando siamo tornati dietro le quinte, “quello è il vero tabù”».

    Dalla Rai a Mediaset, qual è il giudizio “da Iene” sulle nuove “Iene”?
    paolo: «Mi ha fatto piacere scoprire che a Enrico Brignano è stata data la possibilità di fare pezzi più lunghi di trenta secondi. Addirittura monologhi. A noi era vietato».

    L’addio al programma non è stato con uno scambio di fiori...
    paolo: «C’erano delle cose che non funzionavano nel rapporto tra noi e il curatore delle Iene Davide Parenti».
    luca: «Che soddisfazione, però, quando mi hanno detto che Pippo Baudo è stato al mio posto. Io non l’ho visto, perché tratto i programmi tv come le fidanzate: se lascio o vengo lasciato da una ragazza, spero sempre nel suo annullamento fisico e mi comporto come se lei non esistesse più».
    paolo: «Al di là delle incomprensioni, comunque, avevamo già deciso di passare a Canale 5. Anzi, forse abbiamo aspettato qualche anno di troppo: ci siamo adagiati sugli allori».

    Condurre “Striscia la notizia” non rientra nei vostri desideri?
    paolo: «C’è già la coda. Ci manca solo che allunghiamo la fila».
    luca: «E poi prendere in mano un programma di grande successo come Striscia può essere rischioso. Se va bene è merito del format, se va male è colpa nostra. Con Scherzi a parte è diverso: prendiamo una trasmissione che, dopo due anni di stop, si rinnova».

    In ordine cronologico l’ultima vostra partner femminile sul piccolo schermo è Ilary Blasi.
    luca: «La paragono ad Alessia Marcuzzi».
    paolo: «Non per quanto riguarda il “torace”!».
    luca: «Misure diverse, d’accordo, ma lo stesso carattere autentico. Nessun tic da diva, massima fiducia. Se le chiedevamo di farsi da parte o di saltare un’uscita, non c’era mai un problema».
    paolo: «Ilary mi manca. Gliel’ho anche scritto».

    E Cristina Chiabotto?
    paolo: «Rigida. Forse perché era troppo giovane quando l’abbiamo conosciuta. Era il contrario rispetto a Ilary e Alessia: non si affidava a noi, s’irrigidiva se la mettevamo in mezzo ai nostri scherzi. Non capiva che il gioco delle parti era questo».
    luca: «Però Cristina ha delle grandi potenzialità: sono rimasto colpito dal suo talento quando ha fatto il provino per noi».

    Luca, non è che ci vuole provare con la Chiabotto?
    luca: «Giuro che non è il mio tipo. Mi piacciono più formose».

    Lei ha fama di gran seduttore...
    luca: «Ma è una leggenda metropolitana! Io vorrei anche fidanzarmi, solo che bisogna trovare l’incastro giusto. E poi, io non sono nottambulo e nemmeno mondano. Il tempo libero lo passo con il mio cane: Smog, un pastore tedesco».
    paolo: «È genovese anche il cane, ha il suo stesso carattere. L’unico quattro zampe che non ti fa le feste e che si volta dall’altra parte quando lo chiami».
    luca: «Anch’io non sono molto affettuoso con lui. Ho scoperto di essere l’unico tra tutti quelli che ho conosciuto al parco che non dorme con il suo cane. Smog non dorme neppure in casa».

    Paolo, lei invece è sposato da nove anni. Com’è stata la sua dichiarazione d’amore? E di matrimonio?
    paolo: «Non ricordo chi l’ha chiesto per primo. Io e Sabrina (Sabrina Donadel, 41 anni, giornalista e conduttrice tv, ndr) ci siamo conosciuti nel novembre 2002, a una festa, e dal giorno dopo non ci siamo più separati: o lei restava a dormire a casa mia oppure io da lei. Sono passati sei mesi e, a giugno, ci siamo sposati come se fosse la cosa più naturale del mondo. L’autunno seguente è nata nostra figlia, Lunita, che ha 8 anni. Vi confesso che prima di incontrare mia moglie, non avevo mai pensato al matrimonio. Poi, è arrivata Sabrina e la mia vita si è trasformata in una magia».

    Perché per descrivervi usate spesso la frase «Siamo genovesi»?
    paolo: «Io lo dico anche per scusarmi. Perché siamo gente un po’ chiusa, difficile. Abbiamo tanta generosità, che però non riusciamo a esprimere».
    luca: «Vi faccio un esempio. Quando ero piccolo e telefonava lo zio, al mio “Pronto” seguiva un grugnito “Eeeeh”. Che significava: “Ciao, come stai?”. Dopo quel suono primitivo, diceva le prime parole: “C’è quell’altra?”, riferendosi a mia mamma. E cioè la sua adorata sorella: lui esprimeva il suo affetto così».
    paolo: «Mio papà, pure se di origini armene, aveva assimilato la cordialità genovese. Veniva a prendere me e i miei cugini a scuola e nel momento in cui salivamo in macchina ci salutava: “Più gente entra più bestie si vedono”. Gentile, no?».
    luca: «A me dispiace, ma qualche volta sul lavoro sembro proprio un orso. Quando arrivo sul set alle nove del mattino non sono loquace. Anzi, meno parlo e meglio è».

    Scorbutico anche con le donne?
    luca: «Dite la verità, in fondo a voi piace questo modo di fare...».

  • Grazia.it