GIOVANNA PALMIERI: «ALZI LA MANO CHI NON AMA IL SESSO!»

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30 Giugno 2011 by

ANNA GENNARI

Giovanna Palmieri: «Alzi la mano chi non  ama il sesso!»

Le piace il sesso orale?
«C’è qualcuno a cui non piace?».

Quanti rapporti ha alla settimana?
«Quanti ne ho al giorno! Scherzo… Però mi piacerebbe farlo tutti i giorni, ma mi manca la materia prima: il mio fidanzato! Vive fuori Roma e lo vedo solo nei weekend. Comunque in quei giorni ci diamo felicemente da fare».

Quale posizione preferisce?
«Amo variare e sperimento, ma alla fine i grandi classici sono quelli che mi danno sempre soddisfazione».

Usa sex-toys?
«Ne ho scoperti di divertentissimi grazie al mio programma, ma diciamo che mi sono appassionata a cose tipo il borotalco commestibile!».

Le piacciono i preliminari o preferisce arrivare subito al “dunque”?
«Preliminari tutta la vita».

Giovanna “Nina” Palmieri, conduttrice di Sex Education Show , in onda il lunedì alle 22.45 su FoxLife, risponde alle nostre “domande preliminari” senza fare una piega. Nella vita è esattamente come appare in tv: ironica, disinibita, semplice, sorridente. E molto carina.

Si tira indietro solo quando indaghiamo su quali siano le sue fantasie favorite: «Le dispiace se me le tengo per me? Ho paura che svelandole non funzionino più». Abruzzese, 35 anni, giornalista, autrice e regista televisiva, è arrivata al successo (senza mai apparire in video) con il programma I viaggi di Nina . Sex Education Show è la sua prima esperienza davanti alla telecamera.

Com’è arrivata in televisione?
«Ho iniziato in radio a 22 anni, ma avevo un sogno: fare l’autore televisivo. Così, appena superato l’esame di giornalismo, ho iniziato a fare stages in varie redazioni e società di produzione tv. Nel 2002 Claudio Canepari (autore, regista e produttore, ndr) mi ha offerto il mio primo, vero lavoro: il programma Invisibili».

Che cosa ha pensato quando le hanno proposto “Sex Education Show”?
«Mi sono detta: “Provo. Se va male, torno a fare quello che facevo prima, senza rimpianti”».

Per gli italiani il sesso è un tabù?
«In Italia se ne parla molto, ma in modo superficiale e un po’ morboso. Nel programma abbiamo cercato di “normalizzarlo”, rendendolo meno malizioso».

Lei ci “educa” al sesso mettendosi in gioco in prima persona. Qual è stata l’esperienza più difficile da superare?
«La visita dal ginecologo. Nell’indagine sulle malattie sessualmente trasmissibili mi sono sottoposta a una serie di analisi. Ero lì, a gambe all’aria sul lettino, con le telecamere puntate addosso...».

Di cosa è vietato parlare a “Sex Education Show”?
«Di nulla. Certo, basandosi il programma sulle mie esperienze personali, non abbiamo potuto approfondire il tema della prostituzione!».

A quale pubblico si rivolge?
«Una mia amica di 38 anni che ha visto la prima puntata con sua figlia di 14 mi ha detto: “Grazie, mi hai aiutato ad affrontare il tema del preservativo con mia figlia”. La forza del programma sta anche nel fatto che mette a confronto diverse generazioni».

Però ci sono stati genitori sotto shock: quelli dei ragazzi che hanno confessato di guardare tutti i giorni video porno su internet…
«Ognuno vive la sessualità in modo diverso: una delle mamme di questi adolescenti era particolarmente pudica, e di fronte a una scena presa da uno dei siti porno abitualmente frequentati da suo figlio 13enne, era sotto shock. I ragazzini sono bravissimi con internet: anche i genitori più aperti fanno fatica a capire».

Il mito del macho latino è un luogo comune?
«Sì. A parole, sono tutti bravissimi, potentissimi, grandi amatori, ma quando poi approfondisci il tema, le cose cambiano. Per non parlare del loro modo di confrontarsi con mogli e fidanzate».

Da uno a dieci: quanto gli italiani sono ignoranti in materia di sesso?
«Direi che un bel 7 e mezzo non glielo leva nessuno».

Non la scandalizza aver constatato che pochissimi usino il preservativo?
«Certo, nel mio piccolo lo ripeto fino all’ossessione: usate il preservativo e non abbiate vergogna di pretenderne l’uso, soprattutto nei rapporti occasionali».

Chi è più consapevole? Gli uomini o le donne?
«Credo che le donne siano più consapevoli e anche più responsabili. Una bella sorpresa per me sono state le over 50: mi hanno parlato apertamente della loro sessualità, senza falsi pudori».

Qual è, invece, la scoperta più inquietante che ha fatto?
«Mi ha impressionato Alessandro, un ragazzo di 16 anni. Mentre lo intervistavo sulle chat e i social network mi ha candidamente detto: “La mia fidanzata e io abbiamo fatto sesso su una chat. Era eccitante pensare che ci potessero vedere tanti sconosciuti”».

Quali incidenti o malintesi ha affrontato approcciando le persone per strada?
«Un taxista mi ha chiesto: “Ma tu fai anche le video chat porno?”».

Lei ha imparato qualche cosa di nuovo e utile?
«Facendo la mia personale lezione di sesso tantrico ho appreso cose interessanti sulla respirazione (e le sto applicando con successo!). Anche dalla lezione di fellatio ho preso qualche spunto: c’è sempre da imparare!».

Con il programma “I viaggi di Nina” (e il libro che poi ha pubblicato, “Ragazze che amano ragazze”) pensa di aver dato un contributo ai diritti degli omosessuali?
«Gli italiani sono abituati all’eterosessualità, al modello “un uomo e una donna che fanno i figli”. Credo però che ci siano grandi cambiamenti in atto. Non possiamo più evitare di confrontarci con questo amore “altro”, dobbiamo spiegare ai nostri figli che ci sono diversi modi di amare. E che non è detto che il nostro sia il migliore».

Qual è la puntata più buffa che ha fatto?
«Credo quella sulla contraccezione. Me ne sono andata in giro per un mercato urlando: “Preservativi, condom, pillole, anello vaginaleeeeeeeee”».

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