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Clémence Poésy: «Ditemi che sono rock»

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  • CLÉMENCE POÉSY: «DITEMI CHE SONO ROCK»

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    Angelo Sica

  • Il suo mito è Mick Jagger («È così cool»), la sua musa Patti Smith («Mi sono ispirata a lei per fare Giovanna d’Arco»). E in duetto con Miles Kane ha scalato le classifiche. All’attrice Clémence Poésy lavorare con James Franco, Colin Farrell, Daniel Radcliffe non basta. «Volete mettere l’ebbrezza del palco?».

    Se non fosse un’attrice, Clémence Poésy vorrebbe diventare una rockstar. La versione femminile di Mick Jagger. «Vuoi mettere la differenza? Tra recitare all’alba su un set - cappotto addosso, ripetendo più volte la stessa scena - e quello che il frontman dei Rolling Stones fa sul palco?», mi dice quando la incontro a Berlino, nel padiglione G-Star RAW durante la fiera internazionale della moda Street e Urbanwear “Bread & Butter”.

    «Lui sì che è cool: si sveglia quando vuole, si scatena nei concerti, manda in delirio i fan». Tuttavia Sir Mick non ha avuto la possibilità di lavorare con molti sex symbol del cinema, come è successo a questa francese 29enne. Basta dare un’occhiata al suo curriculum per scoprirlo.

    Nella commedia nera In Bruges, ha recitato al fianco di Colin Farrell e Ralph Fiennes. Nell’avventuroso 127 ore, interpreta la fidanzata di James Franco. Mentre negli ultimi tre capitoli della saga di Harry Potter è una strega campionessa di Quidditch, che ha come avversario proprio il maghetto Daniel J. Radcliffe, e può contare su una particolare qualità: grazie al sangue elfico della nonna, attrae a sé tutti i ragazzi. «Nella mia vita normale, però, più che ultrasexy mi piace sentirmi rock», aggiunge.

    Per questo ha accettato di essere la nuova testimonial della campagna pubblicitaria di G-Star RAW, insieme all’attore e film-maker Vincent Gallo, che rappresenta l’anima maschile del marchio. «Mi piace per come mescola mascolinità e femminilità. È uno stile che mi fa sentire come se fossi in tour, pronta a salire su un palco». Mentre parla, Poésy passa con disinvoltura dall’inglese all’italiano.

    Come ha imparato l’italiano?
    «Ho un debole per il vostro Paese. Vado spesso a trovare i miei amici sparsi per la penisola. Il problema è che la vostra lingua mi ha fatto dimenticare lo spagnolo, che avevo studiato a scuola. Conosco bene la Sicilia, la Puglia, le regioni centrali. E poi, amo Roma: Trastevere è quasi una seconda casa per me».

    Merito di un fidanzato romano?
    «Non lo direi nemmeno sotto tortura. Invece, rivelo un desiderio professionale: mi piacerebbe lavorare con il regista Emanuele Crialese».

    L’uomo ideale somiglia a James Franco o a Colin Farrell?
    «Colin ha molte qualità preziose. Quando recita, tira fuori l’anima e per questo è capace di commuovere il pubblico. Quando non è sul set, è un gentleman, sensibile e generoso. Ma l’uomo ideale non esiste!».

    Nemmeno un complimento per Franco?
    «James non ne ha bisogno. È pieno di talenti in molte arti: uno spirito eclettico. Studia sempre qualcosa. Durante le pause, anche quelle di cinque minuti, o ha un libro in mano oppure dorme. Con tutte le cose che fa non trova il tempo di riposarsi la notte, recupera appena può».

    Insomma, non le piacciono i secchioni. Quando l’hanno chiamata per il ruolo in “Harry Potter” si è messa a studiare tutta la saga?
    «I libri di Joanne Rowling sono per una generazione più giovane della mia. Mia mamma, però, è una professoressa di francese ed è alla costante ricerca di romanzi per i suoi studenti. Così, dopo aver scoperto Harry Potter, mi ha convinto a leggere i primi libri della serie. Risultato, quando mi hanno proposto la parte, ero preparatissima sull’argomento magia».

    Dai tornei di Quidditch all’ultimo festival di Cannes, dove l’hanno applaudita come protagonista di “Jeanne Captive”. Come si è trovata nei panni di Giovanna d’Arco?
    «Il film racconta gli ultimi giorni di prigionia di questa eroina-guerriera. Per la parte visiva, il regista Philippe Ramos si è ispirato alla fotografa americana Francesca Woodman. C’è una serie di autoritratti che ha scattato in Italia, dove ha delle ali d’angelo e sembra quasi dissolversi tra questo mondo e l’aldilà. Anche Giovanna d’Arco si trova in bilico, tra la vita e il rogo».

    E lei, per il ruolo, a chi si è ispirata?
    «A Patti Smith. L’ho vista in concerto a Parigi, ha parlato di Giovanna d’Arco in un modo che mi ha fatto venire i brividi. C’è anche una canzone di Leonard Cohen, che mi ha aiutata a capire molte sfumature del personaggio».

    Torniamo alla musica. L’anno scorso nella hit “Happenstance”, lei ha cantato con il rocker inglese Miles Kane: non è che adesso cambia mestiere e incide un disco?
    «Confesso che quella canzone è stata una sorpresa anche per me. Suono il pianoforte e la chitarra da quando sono piccola, ma non avevo mai pensato a usare la mia voce. Poi, è arrivata la proposta dall’etichetta discografica di Miles per incidere insieme un pezzo. Mi sono detta: “Proviamo...”. È bastato un pomeriggio: Miles era incredulo!».

    I cantanti che ascolta nel suo iPod?
    «Beatles, Bob Dylan... Molta musica degli Anni 70. Anche italiana, come Francesco De Gregori e Lucio Battisti. Mi piace tutto di quel periodo: moda, cinema, letteratura».

    ll suo prossimo film al cinema?
    «Ho appena finito di girare tra Francia, Germania e Belgio la commedia romantica Mr. Morgan’s Last Love. Michael Caine interpreta un professore di filosofia americano, vedovo e in pensione, che vive un amore inaspettato, sconvolgente, per una donna molto più giovane di lui... Che sono io».

    Un altro attore cult che si aggiunge alla sua lista.
    «Michael è troppo cool. Proprio come Mick Jagger».

  • Grazia.it