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Wabi-Sabi: dal Giappone l’estetica che esalta l’imperfezione

Anna Tursi

Ecco perchè trovare la bellezza nell’imperfezione con il Wabi-sabi è la tendenza che migliorerà la vostra casa e non solo

Ormai lontani i tempi della casa una vetrina, dei divani celophanati e di chi la puliva prima dell’arrivo di un addetto alle pulizie, ci piace immaginare gli appartamenti come spazi vissuti in cui è ammesso anche il disordine (purchè delimitato e temporaneo), perchè per quanto proviamo ad essere multitasking siamo umani e quindi imperfetti. 

Se leggendo queste righe annuite riconoscendovi, sappiate che non siete soli ed esiste un’antica filosofia orientale pronta a darvi una pacca sulla spalla e a diventare il trend di design più importante del 2018: il Wabi-sabi.


Photo Credits: Pinterest / brostecopenhagen.com


Profondamente radicato in Giappone, il termine Wabi-sabi risulta difficile da tradurre alla lettera e nasce dalla combinazione di due differenti parole, che insieme delineano una prospettiva del mondo che ci circonda. Da un lato “Wabi”, un concetto simile al vivere in sintonia con la natura sfruttando al meglio quel poco che si ha; “Sabi” invece si riferisce al lento e inesorabile scorrere del tempo, all’accettazione delle cose che si evolvono apprezzandole anche nelle imperfezioni.

Combinate queste parole invitano quindi a trovare l’armonia interiore accettando l’inesorabile, l’imperfetto e il fugace in ogni aspetto della nostra vita, arredamento compreso.


Photo Credits: Pinterest / 2.bp.blogspot.com


Come applicare allora questo concetto anche alla casa?  Scegliendo spazi raccolti ma che fanno stare bene, pezzi autentici perchè imperfetti e quando parliamo di imperfezione, attenzione a non confonderla con quella volutamente ricreata dallo shabby chic: qui ogni graffio e bruciatura è segno dell’inesorabile scorrere del tempo, non della mano dell’uomo.


Photo Credits: Pinterest / lacooletchic.tumblr.com


Sì allora ad una casa vissuta e autentica, anche se questo significa non rifare il letto appena svegli e impilare file di giornali e libri “da leggere al più presto”; sì a tavoli e taglieri in legno con marchi e venature, a ceramiche e porcellane non rifinite, tessuti grezzi e non sempre stirati, pezzi di arredamento fatti a mano e mobili segnati dalle intemperie. Non abbiate paura di utilizzare bicchieri e stoviglie spaiati e biancheria che avete dimenticato di stirare e se vi sembra esagerato e il cambiamento troppo drastico per la vostra anima perfezionista, potreste sempre preferire tessuti grezzi alla seta ed erbe di campagna nei vasi al posto dei tulipani. 


Photo Credits: Pinterest / Guía para decorar


Il wabi-sabi prevede inoltre anche mobili duraturi e materiali naturali: pensate al legno, alla lana, l’argilla, il bambù, il lino, la e la pietra, tutti esposti allo scorrere del tempo e per questo soggetti a usure, bruciature, crepe e ruggine. Stesso discorso per i colori: il grigio della pietra, il blu del mare, il verde delle sequoia, il ruggine e le sfumature più leggere e delicate della flora.


Photo Credits: Pinterest / Revista Casa Claudia


In linea generale pensate al vostro benessere e ricercate la semplicità senza sacrificare la bellezza. Equilibrate spazi particolarmente affollati affiancandoli a stanze quasi vuote da riempire solo con l’immaginazione e il relax. Investite su oggetti utili oltre che belli e riflettete sul vostro significato di “essenziale” scegliendo di circondarvi solo di cose che vi fanno stare bene.


Photo Credits: Pinterest / Nous Decor


Alla fine di questo percorso dovreste, qualunque sia il vostro stile, aver abbracciato un’estetica più autentica, serena e rilassata, eclettica magari, ma che vi farà diventare più consapevoli e felici accettando pregi, difetti e il tempo che scorre intorno a voi. Vale almeno la pena provarci: dovesse andare tutto storto non sarete diventati più “profondi”, ma che non si dica che la vostra casa è noiosa!

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