RANDOM JOY
IN FISSA PER DIBIK
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La nuova tendenza delle bici fisse e l’eccellenza artistica di Dibik , giovane marchio fondato da tre appassionati.
La bicicletta è molto più di uno sport, un passatempo, un modo per rimanere in forma o un semplice mezzo di trasporto.
E’ uno stile di vita, una vera e propria cultura. E come ogni cultura che si rispetti, al suo interno convivono tantissime sottoculture: dimmi che bici hai e ti dirò chi sei.
E tra i modelli vecchi e scassati, da universitario fuori sede, comprati per pochi euro, e quelli più tecnici, ultraleggeri e più costosi di un’utilitaria, da qualche anno è arrivato in Italia il fenomeno delle bici fisse: senza freni, senza marce, telaio e manubrio ridotti all’osso, la catena è in “presa diretta” con i pedali e rallentare o fermarsi diventa un gioco d’abilità tra muscoli delle gambe e pedalate all’indietro.
Sull’onda della passione (e della moda) le città si sono riempite di “fissati” e nuove officine hanno aperto i battenti un po’ dovunque, specializzandosi nella creazione di bici fisse realizzate spesso su misura, mettendo insieme sellini vintage e telai nuovi di zecca, gomme made in Italy e meccaniche d’oltreoceano, personalizzando i modelli in modo da renderli pezzi unici, a volte addirittura vere e proprie opere d’arte su due ruote.
Come quelle di Dibik , brand fiorentino fondato da tre appassionati di bici fisse tra cui il designer Andrea Andretta .
I modelli, uno più bello dell’altro, sono tutti personalizzabili in base alle proprie caratteristiche e curati fino all’ultimo dettaglio: manubri in legno pregiato, telai gommati, sellini con inserti in rame, applicazioni in pelle cucite a mano…Unico problema? Resistere alla voglia di appenderne una in casa al posto di un quadro e rinunciare a godersi la città in sella ad un piccolo capolavoro.




