ALESSANDRO PREZIOSI: «CYRANO MI HA FATTO CONOSCERE MEGLIO ME STESSO»
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Alessandro Preziosi col suo Cyrano , prodotto dal Teatro Stabile d'Abruzzo e da Khora.teatro, sta registrando il tutto esaurito nei molti teatri che l'hanno ospitato in questa tournée.
Cyrano de Bergerac è uno dei testi teatrali più noti e più amati: narra la storia di un affascinante eroe, cadetto di Guascogna, poeta e uomo d'armi, libero nella parola e nelle azioni. Purtroppo lo sfigura un naso enorme che gli impedisce di dichiarare il suo amore alla cugina Rossana, che a sua volta si innamora del giovane bellissimo Cristiano. A lui Cyrano presterà la capacità poetica, componendo versi amorosi a lei rivolti e trovando consolazione nel poterle esprimere così i suoi sentimenti.
Non è la prima volta che Preziosi si ritrova sul palco a recitare il famoso testo di Rostand. Nel 1999, incredibile a dirsi, io ero Rossana nell'edizione di Corrado d'Elia, e a interpretare Cristiano fu chiamato proprio Alessandro, fresco di diploma d'accademia ma già noto al pubblico televisivo per la soap Vivere.
Il suo personaggio era ingenuo e pieno di energia, come lui stesso ricorda, ma già allora, fin dalla prima replica, mi disse convinto: «Io voglio fare Cyrano, non Cristiano». Gli risposi che era troppo bello: la storia si regge proprio sul fatto che l'eroe romantico soffre per il suo aspetto fisico, per il famoso naso smisurato! A distanza di 13 anni eccolo sulla scena nei panni dell'intrepido spadaccino.
Alessandro, sei riuscito ad avverare il sogno di allora?
Sì, a furia di stare in quinta a guardare Cyrano ergersi verso i riflessi lunari (usa proprio queste parole ispirate!) si è rapiti dal suo fascino, viene voglia di interpretare un personaggio così, che attraversa le note dolenti dell'inadeguatezza, del sentirsi diversi, con poesia. Una poesia che in questo testo è anche leggerezza. Quell'esperienza fu molto importante per me, e certi accenti mi sono rimasti dentro, risento le voci di allora, tornano a trovarmi durante lo spettacolo.
Ma allora non è vero che sei troppo bello per fare Cyrano?
Dieci anni fa la bellezza era un canone evidente, anche per quello che ci veniva dall'esterno. Ora non più. Per Cyrano sentirsi inadeguato sul piano della bellezza nasconde in realtà l'inadeguatezza rispetto ai sentimenti. Per esempio non uso nemmeno il naso finto. E la gente non ne sente la mancanza. Nella messa in scena ho eliminato gli orpelli, che stanno bene nei musei. Con Tommaso Mattei abbiamo ritradotto e riadattato il testo, in alcuni punti ho addirittura inserito delle espressioni che appartengono al mio modo di parlare, così da renderlo più mio. È un lavoro che mi ha permesso di scoprire tante cose di me.
Come hai lavorato con la compagnia?
Oltre agli attori dei ruoli principali – Valentina Cenni, Emiliano Masala e Benjamin Stender – ci sono gli ex allievi della Link Academy, la scuola che dirigo a Roma. Abbiamo lavorato bene, la messa in scena è sostenuta da un ritmo serrato e da tanta energia.
Le prossime date?
Dal 17 al 22 aprile siamo a Napoli, la mia città d'origine, il 26 e il 27 a L'Aquila, il 28 e il 29 a Teramo, ma lo spettacolo verrà sicuramente ripreso nella stagione prossima.
E se è vero che «Non si combatte solo per vincere. No, è più bello battersi quando la vittoria è incerta!…» (Cyrano di Bergerac, Atto V – Scena V) auguriamo ad Alessandro Preziosi tutte le vittorie che si merita.




