NINO MACHAIDZE, INTERVISTA ALLA NUOVA REGINA DELLA LIRICA
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Come per molte grandi leggende del mondo dell’Opera, anche nella carriera di questo soprano c’è stato un momento cruciale, una rampa di lancio verso il successo. Già nell’estate del 2008, a 25 anni, aveva tutti gli occhi addosso: Nino Machaidze, il soprano di Tbilisi, fu chiamata all’ultimo minuto per sostituire la russa Anna Netrebko. Si trattava di uno spettacolo di alto profilo: il Roméo et Juliette di Gounod al Salzburg Festival, accanto al tenore messicano Rolando Villazón. Tre anni dopo, è la regina della coloratura lirica e fa il tutto esaurito in qualsiasi teatro d’Opera, attirando l’attenzione delle etichette di musica classica e incantando i critici musicali internazionali.
Nino ha passato la scorsa estate come primo soprano alla Bayerische Staatsoper (cantando L´elisir d´amore di Donizetti) e al Metropolitan Opera di New York City (nel Rigoletto di Verdi). Anche in primavera non le sono mancati i ruoli da protagonista, a Verona (in Les pêcheurs de perles di Bizet) e al Los Angeles Opera (per Il turco in Italia di Rossini).
E se la carismatica presenza scenica e l’abilità vocale impeccabile non fossero abbastanza, questa minuta bellezza è stata ribattezzata l’Angelina Jolie dell’Opera, per i suoi capelli neri e il suo sorriso accattivante. Alla sua voce così brillante fa da contrappeso un timbro più profondo, che le permette di padroneggiare un’ampia varietà di ruoli: lo dimostra egregiamente il suo primo CD solista di opere dei maestri del bel canto, Romantic Arias.
Il soprano georgiano ha studiato all’Accademia Teatro Alla Scala di Milano e non è nuova al palcoscenico del Piermarini. Il giugno scorso è tornata alla Scala per interpretare Giulietta con il seducente tenore Vittorio Grigolo nel Roméo et Juliette di Gounod.
Lo scorso fine settimana la Machaidze si è esibita nel Roméo et Juliette di Gounod all’89° Festival Lirico dell’Arena di Verona, che si è aperto il 20 agosto e proseguirà il 24 e il 27.
Machaidze ha incontrato Grazia.it per parlare della sua carriera, prima della première all’Arena di Verona.
Due mesi fa ti trovavi al Teatro alla Scala per interpretare Giulietta nel Roméo et Juliette di Gounod. Ora canterai nello stesso ruolo all’Arena di Verona, all’aperto. Qual è la difficoltà più grande nel cantare sotto il cielo aperto invece che in un teatro coperto? C’è bisogno di una diversa preparazione vocale?
Mi trovo molto bene a cantare in un posto cosi grande e aperto come l’Arena di Verona. È davvero un posto magico e per me è una nuova e bellissima esperienza. Per preparare la voce, devo dire che non esistono tecniche diverse: va allenata allo stesso sia per un teatro all'aperto che per un teatro coperto. Bisogna cantare nello stesso modo ed esattamente con la stessa preparazione.Avendo cantato in giro per il mondo, su palcoscenici come quelli del Los Angeles Opera, il Metropolitan Opera, il Salzburg Festival e Covent Garden, hai ormai incontrato molti dei tuoi colleghi. Pensi che la preparazione all’Accademia Teatro alla Scala sia stato un vantaggio per te? Qual è la lezione più preziosa che hai imparato a scuola?
Per me L'Accademia della Scala è stata una grandissima scuola, ho imparato davvero tantissimo li. La fortuna di aver avuti come insegnanti dei grandissimi come Leila Gencer, Mirella Freni, Luciana Serra, Renato Bruson, Luigi Alva e la possibilità di cantare sul palcoscenico della Scala è stata ed è davvero una bellissima esperienza e gli anni dell'Accademia sono stati meravigliosi e indimenticabili.Quali sono i tuoi progetti principali per il resto del 2011? Ce n’è qualcuno che aspetti con più trepidazione?
Non vedo l'ora che arrivi la prima di Roméo et Juliette all’Arena: è davvero speciale per me cantare quest'opera in un posto cosi magico e soprattutto nella città di Romeo e Giulietta. Dopo andrò ad Amburgo per il Rigoletto e poi ritornerò di nuovo a Los Angeles con Roméo et Juliette. E non vedo l'ora di interpretare di nuovo il ruolo di Marie in La Fille du Regiment al Metropolitan Opera di New York.