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NICOLA BENEDETTI: LA VIOLINISTA FIERA DI ESSERE (MEZZA) ITALIANA
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Il calore dell’Italia e l’aria pungente della Scozia fanno da contrappunto naturale per la violinista Nicola Benedetti. Nata da padre italiano e madre scozzese, la musicista rende omaggio alle sue particolari origini in un cd in uscita, Italia. Con un lancio internazionale previsto per l’inizio del 2012, Italia è il suo disco di debutto con la nuova etichetta Decca Classics. Benedetti e la Scottish Chamber Orchestra attingono a un repertorio barocco e virtuosistico che copre mezzo secolo, da Vivaldi a Veracini e Tartini. Il cd è molto diverso dal repertorio romantico esplorato da Benedetti con la sua etichetta precedente, ed è caratterizzato da un suono pulito ed energico, con un uso parsimonioso ed efficiente del vibrato nei punti più espressivi – e anche da uno Stradivari concesso in prestito da Jonathan Moulds, manager della Bank of America.
Benedetti ha condiviso con noi alcune riflessioni sul suo prossimo cd e sulla sua identità italiana.
Tuo padre è italiano e tua madre scozzese, ma ti identifichi molto con la tua eredità italiana. Qual è l’aspetto delle tue radici che ti rende più orgogliosa?
È impossibile scegliere solo una cosa. Da una parte tengo moltissimo alle tradizioni domestiche italiane, con le quali sono cresciuta: l’importanza dei legami famigliari, l’affetto e il sostegno reciproco, l’autentico senso di comunità, e l’apertura con cui gli italiani si dimostrano a vicenda amore e affetto. Dalla prospettiva di qualcuno che lavora nel campo dell’arte, della cultura e della storia, poi, direi che sono altrettanto orgogliosa e ammirata degli innegabili contributi che l’Italia ha dato alla musica, alle arti visive, al design e all’architettura. Visitare l’Italia e dare concerti in Italia è una cosa che amo più di quanto possa esprimere a parole, e poi naturalmente amo il cibo e il gelato! Poco tempo fa ho suonato nella Basilica di San Francesco di Assisi, circondata dagli affreschi di Giotto. È stato incredibile, commovente.
Il tuo prossimo disco con Decca Classics è intitolato Italia, in omaggio al paese. Quali sono i compositori italiani in cui ti riconosci di più?
Può sembrare banale, ma credo che molti sarebbero d’accordo sul fatto che, tra tutti i compositori italiani, Vivaldi è uno dei più grandi per il violino. La sua immaginazione, la sua anima e le sue tecniche, 300 anni dopo, sono ancora rivoluzionarie e strabilianti, da ascoltare e da suonare. Non mi ero mai divertita come quando ho registrato questo disco! C’è qualcosa di incredibilmente ottimista, energico ed emozionante nei compositori italiani del periodo barocco – la loro energia ed eleganza sono contagiose.
Oltre al lancio del tuo nuovo cd, quali sono le cose che aspetti con impazienza nel 2012?
Non vedo l’ora di lavorare di nuovo con musicisti che già conosco e amo, e di debuttare con nuove orchestre e in nuovi paesi e sale da concerto in tutto il mondo, comprese le performance in Italia, soprattutto a Udine, dov’è nata mia madre! Ma una delle mie grandi passioni è El Sistema, il progetto di educazione musicale con cui lavoro in Scozia, e spero che questo progetto possa crescere e svilupparsi nell’arco del 2012. Sono stata molto fortunata nella mia carriera musicale, e spero con il mio impegno con El Sistema di poter fare scoprire l’amore per la musica a molti bambini che altrimenti non ne avrebbero la possibilità.