RANDOM JOY
DANIEL HARDING: SE IL DIRETTORE D'ORCHESTRA VESTE TOM FORD
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Dal 2005, anno del suo debutto di alto profilo al Teatro alla Scala con l’ Idomeneo di Mozart, il direttore d’orchestra britannico Daniel Harding, 37 anni, non si è certo dimenticato di Milano. Nel corso degli anni è tornato più e più volte per dirigere opere, balletti e sinfonie.
Nato a Oxford e di base a Parigi, Harding era a Milano il 9 gennaio per dirigere il primo concerto del 2012 della Filarmonica della Scala. L’evento era dedicato al grande maestro italiano Carlo Maria Giulini, Direttore Musicale del Teatro alla Scala dal 1953 al 1956.
La sera precedente, 8 gennaio, Harding ha diretto una prova aperta che ha inaugurato il nuovo progetto del teatro, “La Filarmonica incontra la città", con il quale la Filarmonica della Scala raccoglie fondi per le associazioni di volontariato della Città di Milano con un ciclo di cinque prove aperte.
Harding ha diretto il solista Frank Peter Zimmermann al violino (uno Stradivari del 1711) per il "Concerto per violino" di Ludwig van Beethoven. Nella seconda parte, l’orchestra ha eseguito la Sinfonia “Dal nuovo mondo” di Antonín Dvořák (Sinfonia n° 9).
Il giovane Maestro inglese ha condiviso con noi le sue riflessioni sul suo concerto di Dvořák e Beethoven, su Carlo Maria Giulini e sui saldi invernali milanesi!Per il concerto del 9 gennaio con la Filarmonica della Scala si è registrato il tutto esaurito in poche ore. A gennaio, in un periodo post-vacanze, quando tutti vogliono risparmiare e nel clima delle nuove misure di austerity del governo italiano, come mai i biglietti sono andati a ruba?
A dir la verità, non ne ho idea! Sono entusiasta che così tante persone abbiano voluto partecipare. Ma chi non vorrebbe sentire della grande musica in un bellissimo teatro, eseguita da uno dei violinisti e da una delle orchestre più bravi al mondo, al di là di chi conduce?! Vale la pena sottolineare che – grazie al progetto delle prove aperte e a quello delle prove di scena per i giovani – abbiamo eseguito il programma per ben tre volte per una platea al completo. È una cosa fantastica! Credo che, per molti di noi, dividere la nostra passione con gli altri sia una delle ragioni fondamentali per cui facciamo musica. E più sono le persone con cui possiamo condividerla, meglio è! Naturalmente, questi sono tempi di difficoltà economiche per molte persone. Mi rende felice se come comunità riusciamo a capire che, anche in un momento simile, l’arte e la cultura hanno un ruolo importantissimo nel nutrire la nostra immaginazione, curiosità e fantasia.
Il concerto di questa settimana al Teatro alla Scala era dedicato a Carlo Maria Giulini. Che cosa rende tanto esemplare la sua eredità? Ci sono altri direttori d’orchestra, morti o viventi, che ammiri molto?
Giulini era un musicista di straordinaria eleganza e complessità. Credo che sia un esempio eccellente dello strano fenomeno per cui un direttore sembra portare con sé il proprio “suono”. Le orchestre suonano sempre in modo diverso, a seconda di chi le dirige. Giulini otteneva dai suoi musicisti un suono caldo e luminoso che noi comuni mortali possiamo solo sognare! Altri direttori che ammiro? Abbado e Rattle sono stati i miei mentori, quindi occupano un posto di riguardo. Nel loro caso (come per molti altri musicisti), più si assume consapevolezza del modo in cui considerano la musica, più si rimane affascinati! Harnoncourt ha avuto una grande influenza su di me. Non tutti saranno sempre d’accordo con il suo modo di fare musica, ma credo che ciò non abbia importanza. Ogni volta che ascolto la sua versione di un pezzo, non riesco mai ad ascoltarlo come prima. La profondità della sua comprensione e riflessione è stupefacente. Muti, Karajan, Toscanini, Thielemann, Weingartner, Bernstein, Furtwängler, Walter, Gergiev, Gatti, Chailly, Jansons. Potrei andare avanti... C’è molto da imparare, da tutti!
Sei un Maestro noto anche per lo "stile”, visto che indossi marchi come Tom Ford e Trussardi. Ti trovi a Milano proprio nei primi giorni dei saldi invernali. Hai pianificato qualche acquisto? Visiterai qualche negozio in particolare?
Milano è il paradiso dello shopping. Per gli uomini, non c’è nulla di meglio. Ma in questo periodo l’austerity è importante per tutti. In questo mio passaggio a Milano mi sono fatto prendere le misure per un tight – è la cosa più elegante che un uomo possa indossare. Sono felice che il mio mestiere garantisca la possibilità di indossare vestiti così belli ed eleganti. Per il tight, naturalmente, sono andato da Tom Ford. Quando si parla di abiti su misura, so bene quanto rispetti le tradizioni e la conoscenza di Savile Row. E visto che sono inglese, quando ci penso provo sempre un po’ d’orgoglio.