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ALLA SCALA C'È RAYMONDA: IL BALLETTO AL SUO MASSIMO SPLENDORE
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Raymonda, capolavoro fin de siècle del balletto, era un intrattenimento per gli zar quando fu rappresentato per la prima volta, nel 1989 a San Pietroburgo, con la leggendaria coreografia di Marius Petipa. Più di un secolo dopo, la meticolosa ricostruzione del Teatro alla Scala non ridimensiona per nulla lo sfarzo dell’ultima grande opera dell’era gloriosa dei balletti imperiali.
Grazie allo scrupoloso lavoro di ricerca di Pavel Gershenzon negli archivi storici, durato più di un anno e mezzo, la leggenda medievale di Raymonda è stata accolta con grande entusiasmo alla prima dell’11 ottobre; anche Carla Fracci era in teatro per essere testimone della nuova produzione.
Dalla coreografia ai costumi, il Teatro alla Scala ha lanciato una nuova produzione che offre 3 ore e mezzo di grande spettacolo. Tutto il team di ricercatori e addetti ai lavori, con una magnifica intesa di squadra, ha creato uno spettacolo in cui ogni mossa, ogni costume e ogni scena sono perfettamente studiati per ottenere il massimo effetto.
I passi di danza classica, reinterpretati dal coreografo russo Sergej Vikharev, sono stati eseguiti con perizia da Olesia Novikova nell’impegnativo ruolo della protagonista che dà il titolo al balletto. La ballerina russa ha affrontato la parte in modo ineccepibile, con un’abilità stupefacente che si è mostrata pienamente nella variazione dell’Atto secondo. Al fianco di Friedemann Vogel (Jean de Brienne), ogni pas de deux è espressivo e affascinante. I passi convergono magicamente sotto l’attenta guida di Vikharev, come in una dichiarazione di virtuosismo. L’interpretazione di Mick Zeni, nel ruolo di Abderahman, è regale.
La corte internazionale di Raymonda e del suo promesso sposo è composta da una magnifica cerchia di danzatori etnici, dai toreador agli zingari. I costumi originali di Ivan Vsevoložskij sono stati ricreati da Irene Monti per un grande cast composto da circa 150 danzatori del corpo di ballo del Teatro alla Scala, per un totale di più di 500 nuovi costumi.
In un turbinio di colori vivaci, dal blu notte all’arancio mandarino, dal lilla al viola, i costumi, realizzati a mano con grandissima cura, risultano particolarmente espressivi, grazie anche all’aggiunta di dettagli sontuosi: tocchi di velluto, broccato e stampe variopinte.
Le scenografie originali del 1898, ideate da Orest Allegri, Pëtr Lambin e Konstantin Ivanov, sono state riproposte da Elena Kinkulskaya e Boris Kaminsky sotto forma di fondali dipinti dall’effetto iperrealista, complice l’uso del trompe l’oeil. L’atto primo si è aperto su un salone del castello della Contessa, per poi trasformarsi in una enorme foresta. Anche le altre scene, tra cui cortili illuminati da una luce soffusa e atri regali, sono splendide.
Per la composizione di Aleksandr Glazunov il direttore d’orchestra Michail Jurowski ha ottenuto dai musicisti fraseggi scintillanti. Il balletto è in scena fino al 4 novembre 2011 e il 27 ottobre alle 21.30 la rappresentazione verrà trasmessa su RAI 5.