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Ziggy Stardust (alter ego stellare di David Bowie) compie 40 anni

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David Bowie
Credits: LaPresse

Ziggy Stardust
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Quarant'anni dall'uscita del disco Ziggy Stardust
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The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars

Hunky Dory, il quarto album di David Bowie

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  • ZIGGY STARDUST (ALTER EGO STELLARE DI DAVID BOWIE) COMPIE 40 ANNI

  • BY

    Simone Rossi

  • In questi giorni 40 anni fa David Bowie aveva appena finito di registrare Ziggy Stardust e noi cosa abbiamo fatto di meglio nel frattempo?

    Ziggy Stardust, il disco, il suo titolo completo è The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Vediamo se mi ricordo la scaletta a memoria senza andare a prendere il cd o cercare su Wikipedia.

    Inizia di sicuro con Five years e il soldato con un braccio rotto che guarda la ruota di una Cadillac e il poliziotto che si inginocchia e bacia i piedi di un prete and a queer threw up at the sight of that e mi è sembrato di vederti in una gelateria che bevevi dei frappé freddi e giganti, smiling and waving and looking so fine, don't think you knew you were in this song.
    Poi c'è Soul love messa lì apposta per ricordarci una scomoda verità: David Bowie il sax l'ha sempre suonato malissimo. “Soul Love” ha questo fatto della strofa in sette quarti, così, zoppetta, che fa sempre simpatia. Però quando parte l'assolo di sax io la skippo sempre, come diciamo noi giovani. Anche perché poi c'è sdan dan, I'm an alligator, sta dan, I'm a mama papa comin' for you e la seconda strofa dice don't fake it baby, lay the real thing on me, che se ci pensi è proprio il contrario del messaggio di questo disco (Ziggy Stardust come avatar di David Bowie, la maschera, il mascara) (ma poi i messaggi li portano i postini, mica i cantanti) (che poi, bel messaggio: siamo veramente noi stessi solo quando siamo qualcun altro).
    Poi c'è Starman. Una volta mio cugino è andato a piedi da Terni a Cambridge e quando è passato per la Valle d'Aosta il TG regionale era lì ad aspettarlo con le telecamere e gli ha dedicato un servizio e la colonna sonora era “Starman”, e io da allora mi vedo sempre la faccia di Paolo quando parte “Starman” e non credo di riuscire a dire cose intelligenti su “Starman”. Poi era anche la sigla di Meteore, dai.
    Dopo “Starman” credo ci sia It ain't easy, una canzone che se non avesse quel ritornello vascorosso sarebbe pure un bel pezzo. Non è nemmeno sua, tra l'altro.
    Le due canzoni successive le salto sempre perché voglio arrivare subito a Hang on to yourself, ma ho qualche problema anche con i ritornelli che dicono Come on! Come on!, e insomma finisce che spesso salto pure quella, nonostante dica you really got a good thing going, cioè la radiocronaca di quello che ti sta succedendo mentre ascolti Ziggy Stardust, il disco, il cui titolo completo è “L'Ascesa e la Caduta di Ziggy Polveredistelle e dei Ragni da Marte”.

    In realtà il problema è che Ziggy Stardust, la canzone, è un pezzo talmente enorme che vuoi arrivarci subito dopo “Starman”: ormai sei lì, nel cielo, solo nel sole come gli uccellini di De Gregori, il sole è solo una stella, Stella, col Rimmel sbavato sulla faccia bianca e magari rimetterla da capo sdan dan / sdaga daga dan, quel riff è una boiata quel riff è perfetto, chissà come gli è venuto fuori, forse il riff è di Mick Ronson, forse l'ha fregato a Lou Reed, che ne sai, Ziggy era il capo della banda, se volevi essere dei suoi dovevi fare domanda, ma alla fine si è spinto un po' troppo oltre, but God, could he play guitar.

    Potrebbe pure finire qui Ziggy Stardust, il disco, con una canzone talmente enorme che ti viene voglia di saltare le tre che la precedono e ignorare le due che la seguono, ma c'è un problema: Suffragette City e Rock N' Roll Suicide sono rispettivamente la più bella canzone rock n' roll di David Bowie (sì, meglio di “Rebel Rebel”) e la più bella canzone d'amore di David Bowie (ne ha fatte altre?). Quindi Suffragette City si ascolta sempre tutta intera e si fa il mulinello con la manina come il chitarrista degli Who e poi invece “Rock N' Roll Suicide” si ascolta tutta intera anche lei e si sta in silenzio religioso oppure si canta a squarciagola con le parole a caso e si sbatte pure il pugno sul tavolo, sul cruscotto, sul bancone, oh, no, love, you're not alone, give me your hands, 'cause you're wonderful, give me your hands!!! Che poi l'amore in effetti potrebbe tranquillamente essere un marziano senza sesso che ti grida YOU'RE NOT ALONE tra i violini. Poi di solito ci sono le bonus track, Velvet Goldmine e i demo acustici e Gianni, sto solo ballando, ma quelle non fanno testo. E poi tutti i dischi dovrebbero finire con Rock N' Roll Suicide.

    E insomma, anche se l'anniversario dei 40 anni dell'uscita sarà l'anno prossimo, auguri Ziggy. Comunque Hunky Dory è più figo, dai. (cit.)

  • Grazia.it