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«Un negozio di dischi, oggi, è un fatto di nicchia»

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Livia Fagnocchi
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Livia Fagnocchi, Casa del Disco, Faenza
Credits: Simone Savini

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  • «UN NEGOZIO DI DISCHI, OGGI, È UN FATTO DI NICCHIA»

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    Marina Pierri

  • Sabato 16 aprile è il Record Store Day, festa internazionale dedicata alle piccole realtà di vendita musicale, e abbiamo pensato di intervistare la ventinovenne Livia Fagnocchi, che ha preso le redini de La Casa Del Disco di Faenza (http://casadeldiscofaenza.it/ ), vecchia proprietà di famiglia, e con passione e impegno ne ha fatto qualcosa di più di un “semplice” negozio di dischi.

    La Casa del Disco di Faenza è uno dei poli culturali della città romagnola. Tu ne sei proprietaria, giusto?
    Sulla carta la proprietaria della Casa del disco è ancora la mia mamma, ma nella realtà non se ne occupa più da anni. E lei ne è solo felice. Mi occupo interamente della gestione del negozio con l'aiuto di Serena, la mia collega, amica, saggia compagna di passioni e scoperte.

    Sei una delle poche donne ad aver scelto questo tipo di lavoro. Come hai deciso di occuparti della Casa Del Disco, e perché?
    La mia mamma voleva chiudere il negozio. "Dai, non ha più senso, e tu vuoi farti la tua vita altrove". Ero appena tornata da uno stage in una casa discografica di Berlino e mi stavo creando un lavoro da web editor. Ma io i dischi li amavo sul serio, e allora ho pensato, proviamoci, internet ci sarà anche fra 5 anni, la Casa del Disco chi lo sa. Ne sono passati 3 e siamo in forma, consapevoli di non poter mai alzare la cresta su investimenti, né di mollare la presa sulle novità, gli eventi, le attività, la ricerca.

    Si può dire che tu sia un'imprenditrice.
    Nel senso che "facciamo impresa" tutti insieme, in questo senso sì, i clienti, gli amici, i collaboratori. Perciò, se essere "imprenditrice" significa anche scambiarsi conoscenza allora sì che mi sento di esserlo.

    Cosa rispondi a chi sostiene che, oggi, i negozi di dischi siano morti?
    Che molti muoiono, alcuni vivono. Al contrario della sempre più ampia diffusione della musica, un negozio di dischi, oggi, non è più un fatto di massa ma è un fatto di nicchia, e quella nicchia si merita un negozio stimolante e disposto a mettersi in gioco.Dal nostro canto, abbiamo 2 o 3 cose che ci contraddistinguono. I più conosciuti sono i "concerti in vetrina": appena fa buio sgombriamo la vetrina e organizziamo il set per un piccolo concerto di un cantautore o una piccola formazione. Poi, ogni settimana mandiamo una newsletter con le novità, i pensieri, i concerti, e si concludono tutte con "Saluti Rockamboleschi!". Infine, facciamo le consegne a domicilio, soprattutto per gli anziani o per i regali a sorpresa.

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