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Si sciolgono gli U2 (forse)

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Bono sul palco

Bono Vox

Bono durante un concerto

Bono e The Edge

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  • SI SCIOLGONO GLI U2 (FORSE)

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    Simone Rossi

  • "Non sono così sicuro del futuro degli U2. Probabilmente sentirete parlare di noi nel 2012, ma altrettanto probabilmente direi di no. Abbiamo un sacco di nuove canzoni, alcune sono tra le migliori che abbiamo mai scritto, ma ho bisogno di un po' di tempo per me e per la mia famiglia. Vorrei solo prendere i miei ragazzi e mia moglie e il mio iPod e una chitarra acustica e sparire. Anche The Edge, Larry e Adam sono un po' stufi del fatto che io mi lamenti sempre".

    E insomma si sciolgono gli U2. Forse. Forse il loro ultimo disco sarà il loro ultimo disco, secondo un'intervista a Bono uscita nei giorni scorsi sul Daily Mirror.

    Vi ricordate come si chiama l'ultimo disco degli U2? No, vero? Eh, capita. Si chiama No Line On The Horizon, ci hanno fatto il solito tour mondiale con quarantasette tir di casse e il palco a forma di ragno  gigante ed è stata una faticaccia, poi nel mezzo c'è stata la fallimentare produzione del musical su Spiderman e insomma i quattro cinquantenni irlandesi sono "un po' stanchini", come diceva Forrest Gump.

    The Edge, il chitarrista, nei giorni scorsi parlava di una "serie di difficoltà che potrebbero mettere fine alla nostra carriera". Uh.

    C'è da dire che questi sono giorni nostalgici per gli U2: a novembre faranno vent'anni dall'uscita di Achtung Baby, il loro ultimo disco bello, e i festeggiamenti sono già partiti: al di là dell'inevitabile edizione deluxe - chissà cosa ci sarà mai da rimasterizzare in un disco prodotto da Brian Eno e Daniel Lanois - c'è pure un documentario: si chiama From the Sky Down, l'ha realizzato Davis Guggenheim e racconta - mi dicono, non l'ho ancora visto - la difficile gestazione del disco berlinese, che arrivò dopo Rattle And Hum, e pure in quegli anni lì la band pensava di sciogliersi, ma poi la ricerca di nuovi stimoli la Guerra Fredda la Berlino degli anni '30 la Berlino degli anni '90, sai com'è. Un periodaccio, i primi anni '90 per gli U2. Sapeste per noi.

    E ora, dice sostanzialmente Bono, siamo messi come eravamo messi vent'anni fa: ci è un po' passata la voglia, ma forse ci torna, ma adesso sembra che ci sia passata, e poi c'è da dire che vent'anni fa avevamo vent'anni di meno: "Ricordare quel periodo mi fa tornare in mente la necessità di reinventarsi continuamente per riemergere e passare alla fase successiva. Non si tratta di mettersi degli occhiali da saldatore o vestirsi da donna: c'è bisogno di un cambiamento più profondo".

    Riuscite a immaginare un mondo senza U2? Io sì, ma sono problemi miei. Riuscite a immaginare un mondo senza R.E.M.? Io no, ma sono gli stessi problemi di prima.

    Nel frattempo la rivista Q ha premiato gli U2 come migliori artisti dell'ultimo quarto di secolo e pubblicherà un cd di cover di Acthung Baby: si chiama AHK-Toong Bay-bi (lasciamo perdere) e dentro ci sono, per dire, i Depeche Mode che rifanno So Cruel e Patti Smith che rifà Until the End of the World e tanto l'unica cosa che volevate sapere è chi rifà One: la rifà Damien Rice. Con la solita chitarrina e un pianoforte e un violoncello e tutte le mutandine volanti nel cielo. Bel pezzo, One. Chissà che fine ha fatto Damien Rice, tra l'altro. Riuscite a immaginare un mondo senza Damien Rice? Io no, ma mi sa che siamo pochi. Torna, Damien.

    Andate dove vi pare, U2, non ci libereremo di voi nemmeno quando ve ne sarete andati. Comunque Rattle and Hum era un bel disco, dai.

  • Grazia.it