PORCELAIN RAFT: "IL MIO POP SONNAMBULO"

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24 Gennaio 2012

ROCK INDIE

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POP TOPOI

PORCELAIN RAFT
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Il songwriter in arte Porcelain Raft è Mauro Remiddi, originario di Roma passando per Londra e New York. A pochi giorni dall’uscita del suo primo LP Strange Weekend, gli abbiamo chiesto com’è iniziato e si è evoluto il suo “pop sonnambulo”. Qui sopra potete guardare il suo ultimo video Put Me To Sleep.

Quando è nato il progetto Porcelain Raft?
Un anno e mezzo fa, nella mia stanza di Londra, dove vivevo tra Dalston e Angel. Ora sto a New York: mi sono trasferito a Brooklyn per registrare l'album a giugno e non l'ho più lasciata. È una città magnetica.

Da Dalston a Williamsburg... Stai facendo un tour delle capitali hipster?
[ride] Sì, la mia collezione è completa.

Hai cambiato molte band oltre che città?
Per molto tempo ho formato e sciolto band. Nel frattempo ho sempre continuato a registrare a casa, a fare le mie piccole cose senza lo sguardo degli altri. Quando ho iniziato il progetto Porcelain Raft, ho semplicemente deciso di lasciare la porta della mia stanza aperta, affinché quelle registrazioni e quella musica fossero sotto gli occhi di chi voleva avvicinarsi.

E quando si è avvicinata l’etichetta Secretly Canadian?
La Secretly Canadian ha creduto molto in me, mi hanno lasciato registrare senza nessuna interferenza, senza chiedere come stava andando. Mi hanno dato il budget per registrare nel basement e hanno aspettato impazienti per l'album. Io ovviamente ho speso tutto in ostriche e Martini.

Questa è più una cosa da gangster che da hipster! A cosa pensi sia dovuta la fiducia dell’etichetta nei tuoi confronti? È forse il fatto che hai già una lunga carriera discografica alle spalle?
La fiducia è nata semplicemente dalla musica che faccio. L'etichetta ha capito che erano le prime righe di un racconto, e le prime righe spesso ti possono far venire voglia di continuare a leggere e approfondire.

E ascoltando proprio le tue “prime righe", mi sembra che il suono si sia evoluto in maniera molto interessante con Strange Weekend: più rarefatto, più ampio e, se me lo concedi, più sporco.
Sì, sento la necessità di creare una sostanza sonora, immagino il suono come fosse una sola cosa: non voglio farti ascoltare il basso e poi i synth e così via... Voglio che tutti gli elementi si fondano insieme in un unico materiale, tra solido e liquido. La materia è sporca, se vuoi; i diamanti in natura sono grezzi, siamo noi che li rendiamo “belli”. Ecco, io non voglio rendere bello nulla.

Ora sei in tour con M83. Trovo molte somiglianze nella vostra musica. Molto riverbero, innanzitutto. In concerto fate a gara a chi fa più riverbero?
Farò del mio meglio per mettere il riverbero al massimo. Forse dovevamo fare il tour nelle chiese, quel riverbero non si batte...

Cercando una definizione per la tua musica, mi sono imbattuto nelle seguenti tag su last.fm: dreampop, post-glitch, psychedelic, chillwave, electronica, ethereal, shoegaze... Se tu potessi mettere una tag – una sola – alla tua musica, cosa sarebbe?
Sleepwalking pop.

Tu sei sonnambulo?
[ride, NdR] Forse. Sai, i sonnambuli non lo sanno di esserlo...

Si dice anche che non bisogna mai svegliare un sonnambulo o lo shock sarebbe irreparabile.
Esatto. Ma gli shock irreparabili sono anche fonte di molte belle canzoni.

“Backwords”, la canzone a mio avviso più bella nel tuo album, è nata da uno shock?
Direi di sì. Parla di come ogni volta che ci si innamora, le difese cadono, e dell’accorgersi che pian piano la persona di cui sei innamorato si è trasformata proprio in ciò che hai sempre disprezzato o che hai sempre cercato di evitare. Le difese cadono quando ci si innamora: è la cosa più bella e pericolosa che ci possa accadere. E non siamo noi a deciderlo. Succede.

Porcelain Raft sarà in concerto con M83 ai Magazzini Generali di Milano il 6 marzo.

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