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Amy Winehouse, il disco postumo (ovvero: fruga meglio, papà Winehouse)

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Amy Winehouse scomparsa questa estate a soli 27 anni
Credits: LaPresse

Il disco postumo di Amy Winehouse

Amy Winehouse durante un concerto
Credits: LaPresse

Amy Winehouse
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I coniugi Winehouse con la statua di cera della figlia defunta
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Amy Winwhouse
Credits: LaPresse

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  • AMY WINEHOUSE, IL DISCO POSTUMO (OVVERO: FRUGA MEGLIO, PAPÀ WINEHOUSE)

  • ICONS BY

    simone rossi

  • Esce oggi Lioness - Hidden Treasures, leonessa, tesori nascosti, il primo disco postumo di Amy Winehouse, la cantante inglese morta d'estate a 27 anni.

    Dischi del genere non dovrebbero uscire. Se esistesse un Ministero del Buongusto, qualcuno pagato per andare in giro ad amputare le mani agli eredi dei cantanti morti per impedirgli di scavare nei cassetti alla ricerca del demo perduto, della cover tenuta lì come eventuale b-side, dei duetti improbabili, "non avremmo fatto uscire questa raccolta se dentro non ci fosse stato del materiale all'altezza di Back to Black", ha detto il babbo di Amy Winehouse, che di lavoro fa il babbo di Amy Winehouse. Certo, come no, all'altezza di Back to Black: ci vorrebbe il Ministero del Buongusto, altro che. Eh, bravo, e il ministro chi lo fa? Tu? Ma no. Altro che ministero. Il Metodo Kafka, ci vuole. “Caro Max, la mia ultima richiesta: quello che ho scritto e non ho pubblicato, siano diari, manoscritti, appunti, lettere, anche quelle che ho ricevuto, tutto quello che trovi, non farlo leggere a nessuno e brucialo”. Il Metodo Kafka funziona solo quando non si applica, perché in effetti Max Brod ha continuato a trovare inediti di Michael Jackson a ogni angolo di strada, bootleg di Hendrix con dentro la versione definitiva di Foxy Lady, le ristampe dei Beatles, le ristampe di John Lennon, Yoko Ono, Dori Ghezzi, la mamma di Jeff Buckley, il figlio di Mingus, i Queen senza Freddie Mercury, The Pale King, le Bootleg Series di Bob Dylan quando morirà Bob Dylan, il fratello di Ligabue quando morirà Ligabue. Così vanno le cose, così devono andare: gli artisti continueranno a morire, gli eredi continueranno farli vivere, noi continueremo a lamentarci, noi continueremo a volerne ancora. È colpa dei fan, che in quanto fanatici non conoscono la colpa. È colpa degli eredi, che non vorrebbero, non dovrebbero, ma poi alla fine vogliono sempre. Non è colpa di nessuno. È colpa di Max Brod che non ha dato retta a Kafka.

    Ma a chi la racconto? Vendo casa di Lucio Battisti nella versione inclusa qualche anno fa in quella raccolta tripla con in copertina lui e Mogol a cavallo: è perfetta. Ed era un demo. Grazie alla signora Battisti o a Mogol o all'erede designato di Battisti, non so chi sia, ma volevo approfittare di questo spazio per ringraziare pure la signora Mary Guibert, la mamma di Jeff Buckley: se dopo la morte di suo figlio non avesse acconsentito a pubblicare Sketches, io non avrei mai sentito Morning Theft, ma questa credo sia una cosa un po' intima tra me e la signora Guibert, grazie Mary, speriamo che il film sulla vita di tuo figlio non sia una boiata.

    Torniamo al punto: nel disco di tesori nascosti di Amy Winehouse i tesori nascosti non li ho trovati e nella mia automobile si sta spargendo la voce che non ce ne siano. Peccato, perché parte bene con Our Day Will Come, cover reggae di un pezzo soul anni '50; poi non succede niente per quattro pezzi, compreso un duetto con un rapper; poi c'è Valerie; poi c'è The Girl From Ipanema, giuro, The Girl From Ipanema, quella che quando passa tutti fanno aaah. Amy Winehouse che canta The Girl From Ipanema sembra Giusy Ferreri che canta The Girl From Ipanema, per dire il cortocircuito. Poi non succede niente per tre pezzi, poi c'è Tony Bennet, poi c'è A Song For You, l'ultima canzone (a proposito di Buckley). Io mi aspettavo moltissimo da un'ultima canzone che si chiama A Song For You. E invece è una noia mortale. E non è nemmeno per me. E il disco è finito. E non c'è nemmeno una traccia fantasma. Una Love Is a Losing Game voce e pianoforte, che ne so. Macchè: niente.
    Mi dispiace.
    Guardi, non lo dica a me. Senta, la devo salutare, è stato un piacere, mi faccia sapere se frugano ancora tra i nodi dei capelli di quella povera ragazza, tirassero fuori almeno qualcosa di buono, The Girl From Ipanema, ma si potrà? No, ma infatti, è una mossa sleale. Però bella, eh? Sì, ma. No, no, ho capito, ho capito: Max Brod Winehouse ha frugato male. Poco male: rifrugherà.

  • Grazia.it