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5 libri per capire il mondo dell'arte (senza annoiarsi)

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  • 5 LIBRI PER CAPIRE IL MONDO DELL'ARTE (SENZA ANNOIARSI)

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    Sara Schifano

  • Il mondo dell'arte vi pare impenetrabile? Ecco 5 libri per capirci qualcosa.

    Biennali, curatori, studio visit, case d’asta. Molto spesso il funzionamento del sistema dell’arte contemporanea appare come qualcosa di oscuro. Visitare le mostre a volte peggiora la situazione perché si finisce per chiedersi "com’è possibile che ‘questa roba costi così tanto?", oppure si dichiara il classico "potevo farlo anch’io". Oggi il mondo dell’arte è un contenitore così vasto ed eterogeneo che capirci qualcosa non è facile. Ecco perché vi consiglio cinque libri per cominciare, senza addormentarsi dopo una pagina, a collegare i pezzi mancanti divertendosi.

    Vedere ad alta voce di Jerry Saltz (Postmedia Books): l’autore di questo libro è stato per anni il critico del Village Voice. Oggi scrive per New York Magazine ma lo stile che lo ha reso famoso non è cambiato. Tagliente, senza peli sulla lingua, ma soprattutto chiaro. Qui sono raccolte le recensioni che, tra stroncature ed elogi, lo hanno reso uno dei critici più noti e controversi del sistema.
    Citazione: Troppi curatori vogliono insegnarci delle cose, o predicarcele, troppi curatori sono impegnati a farsi del bene piuttosto che farne all’arte. Pensano che la gente proprio non ce la fa a raggiungere l’arte da sola. La verità è che l’arte è tante cose ma sicuramente non è necessaria.

    Lo squalo da 12 milioni di dollari di Donald Thompson (Mondadori Strade Blu): Se ci fossero ancora dubbi al riguardo, l’arte contemporanea è un business. Al di là della creatività, della critica e delle tendenze, ciò che manda avanti la baracca è il mercato. Il libro di Donald Thompson esplora nel dettaglio il funzionamento dell’economia dell’arte, con aneddoti che svelano il mondo delle gallerie, delle case d’asta, degli artisti che diventano brand. Pochi numeri, molti fatti.
    Citazione: Avevo delle perplessità sul fatto di trasformare l’arte in un business, ma le ho superate. (Mary Boone, gallerista di New York).

    Un giorno questo dolore ti sarà utile di Peter Cameron (Adelphi): Per chi vuole iniziare da lontano, il romanzo di Peter Cameron offre una piccola satira dell’incomprensibilità dell’arte contemporanea. La madre del protagonista è una gallerista newyorchese alle prese con un artista giapponese che vuole rimanere senza nome e che ha installato dei bidoni della spazzatura invitando gli spettatori a usarli come tali.
    Citazione: Io dovevo riporre tutto ciò che trovavo nei bidoni in un altro bidone che stava in magazzino perché l’artista aveva in mente una rielaborazione artistica dei rifiuti (mia madre mi ha fatto buttare il preservativo e il pannolino).

    Oggetti di bellezza di Steve Martin (Isbn): l’autore è proprio lui, il comico americano, che da sempre è appassionato e collezionista di arte contemporanea. Il suo libro appena uscito è un romanzo divertente ambientato nel mondo delle gallerie d’arte di New York. Di uno che è stato fidanzato con Cindy Sherman c’è da fidarsi.
    Citazione: Tesoro, è quello che io chiamo l’effetto perverso. Passi anni a odiare una cosa, e nel frattempo, quella, subdola, ti entra in testa finché a un certo punto non riesci più a resisterle. Improvvisamente la adori. (...) Quei dipinti che escono già pronti per essere amati si svuotano molto presto. È per questo che i profani odiano l’arte che amiamo noi addetti ai lavori; non ci hanno passato del tempo insieme.

    Il giro del mondo dell’arte in sette giorni di Sarah Thornton (Feltrinelli): Il libro di questa sociologa è come un bigino del dietro le quinte del mondo dell’arte. Sette capitoli, sette punti cruciali: l’asta, il seminario, la fiera, il premio, la rivista, la studio visit, la biennale. Decine di quaderni di appunti diventano un vademecum senza fronzoli su chi, cosa e come fa l’arte contemporanea oggi. Dall’asta alla studio visit con Takashi Murakami, passando per la Biennale di Venezia.
    Citazione: Murakami stava uscendo in quel momento, appena conclusa la sua ispezione mattutina. Appariva cupo. (...) Confermai l’intervista programmata più tardi a Motoazabu, il suo studio nel centro di Tokyo. Annuì solennemente e se ne andò. Da come apparivano, sembrava che i suoi assistenti di pittura fossero stati castigati.

  • Grazia.it