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Dallas nel 2012? Il telefilm ritorna (ma delude)

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  • DALLAS NEL 2012? IL TELEFILM RITORNA (MA DELUDE)

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    Chiara Lino

  • Il nuovo «Dallas» andrà in onda da questa sera su Canale 5 e no, non state sognando.

    Anche chi non ricorda l'epopea televisiva degli Ewing, ricca famiglia texana, o non ha visto un solo episodio della serie storica, associa automaticamente questo titolo a due frasi: «Era tutto un sogno» e «Chi ha sparato a J.R.?». Ora gli Ewing tornano sui nostri schermi a deliziarci con commercio del petrolio, bestiame, intrighi familiari e una nuova generazione: Christopher, figlio adottivo di Bobby, la sua ex fidanzata Elena e il figlio di J. R., John Ross, nuova fiamma di Elena. Dagli anni Ottanta non sono cambiati, 'sti Ewing: sempre tutto in famiglia, dalle mucche alle donne.

    Allo stato attuale della serialità televisiva, nessuno si sognerebbe di definire guardabile un prodotto come il «Dallas» originale: è invecchiato malissimo, e neanche al momento di massimo successo veniva definito di qualità. Ma non è sempre l'arte a definire il futuro di una disciplina, e casualmente è stato proprio questo prodotto di serie B a definire alcune delle linee guida della tv contemporanea. Qualche esempio?

    La grande epopea familiare.
    Un nome su tutti che ha dichiarato la sua ispirazione a «Dallas»? Matthew Weiner, creatore di «Mad Men» e dei «Sopranos». Ciò che ha creato grazie alle basi poste da una serie degli anni Ottanta è, quella sì, grande televisione.

    Il cattivo più celebre della storia.
    Anche chi non ha visto «Dallas» prova un senso di inquietudine a sentir nominare J. R.: introdotto come personaggio secondario, fratellastro di Bobby, è piaciuto così tanto al pubblico che è diventato protagonista della serie, governandone trame e intrighi.

    Primetime Soap Opera.
    Se ora abbiamo «Revenge», «Desperate Housewives», «Brothers & Sisters» è perché negli anni Ottanta c'è stato «Dallas». In un periodo in cui la serie televisiva "per donne" era la soap opera del pomeriggio, rivolta alle casalinghe, «Dallas» ha reinventato un genere innalzandolo alle glorie della prima serata. Il successo di pubblico, tanto negli Stati Uniti che nel resto del mondo, fu incredibile.

    Dal sequel di un'opera che ha cambiato le carte sul tavolo della serialità televisiva, ci si aspetta che sia almeno all'altezza dei suoi eredi. Le nuove primetime soap, pur rivolgendosi prevalentemente a un pubblico femminile maturo, sono brillanti, spesso autoironiche, profonde. Eppure l'impressione, dopo la visione della prima puntata, è che il nuovo Dallas sia un prodotto per vecchi: lento, stereotipato, prevedibile.

    Christopher, il figlio adottivo di Bobby Ewing, se ne va in giro come se avesse scritto sulla fronte «io sono quello buono»: ha deciso di abbandonare l'industria petrolifera per dedicarsi alla ricerca sulle energie alternative, è stato mollato all'altare dalla ex fidanzata, rispetta il padre e i valori della famiglia. Quando scopre che l'estrazione del materiale alternativo al petrolio può provocare dei terremoti ha una crisi di coscienza e interrompe immediatamente le operazioni.
    John Ross, figlio di J. R. e didascalica controparte di Christopher, fa di tutto per sembrarci cattivissimo. Distribuisce mazzette ogni volta che stringe una mano, rinfaccia al cugino di non essere un "vero Ewing", agisce contro il volere dello zio e arriva a fargli causa nel nome delle ricchezze che potrebbe donargli il petrolio, sprezzante dell'eredità di famiglia.
    Il conflitto che era tra Bobby e J. R. è stato ereditato da Christopher e John Ross, e invece di sfruttare una base "storica" interessante per creare qualcosa di moderno si è rimasti rigidamente ancorati al passato, dalla definizione dei personaggi alle dinamiche narrative. Anche la sigla denuncia fortissimo le sue origini: quella nuova è praticamente identica all'originale , che a suo tempo doveva essere sembrata innovativa. Credo che la produzione abbia bisogno di cambiare rotta: magari gli Ewing non sono cambiati, ma il pubblico sì.

    E voi, guarderete il nuovo dallas questa sera? Poi fateci sapere cosa ne avete pensato, eh.

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