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Tamarreide: il "Jersey Shore" all'italiana (che non ci piace quanto "Jersey Shore")
RANDOM JOY
TAMARREIDE: IL "JERSEY SHORE" ALL'ITALIANA (CHE NON CI PIACE QUANTO "JERSEY SHORE")
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Tamarreide è il Jersey Shore all’italiana: telecamere perennemente puntate su un gruppo di otto tamarri alle prese con la conoscenza reciproca e un più generico universo di relazioni, rivendicazioni identitarie e la ricerca di un posto nella società.
Ha ragione Aldo Grasso quando dice che, senza Jersey Shore, Tamarreide non sarebbe mai esistito. Ma a differenza del celebre reality della MTV americana questo, prodotto da MadDoll e trasmesso da Mediaset, non si limita a lasciare i ragazzi allo stato brado ma cerca di organizzarli, tra prove (la prima è uno spogliarello maschile), viaggi (gli otto vivono e si spostano su uno sleeper bus che, recita il comunicato stampa, è stato attamarrato per l’occasione) e la presenza perenne della conduttrice Fiammetta Cicogna, che cercherà con loro di scoprire se oggi, in Italia, «tamarro» è un insulto o uno stile di vita.
Il blog ufficiale lo definisce un programma che offre uno «spaccato sociale in cui i giovani protagonisti si danno da fare per guadagnarsi la vita svolgendo un proprio ruolo e di questi tempi non è da tutti»; il Codacons, meno convinto dalle velleità documentaristiche dello show, ne pretende già la sospensione immediata, considerandolo inutile, diseducativo e inneggiante a comportamenti volgari.
Gli otto ragazzi che, al grido di «Io sono tamarro, e tu?» sono saliti sul pullman, sono: Claudio, postino romano che porta con sé la simpatia del tamarro della capitale; Angelica, subito soprannominata «meloni» dal gruppo a causa delle sue forme abbondanti (e che lei fa il possibile per non contenere); Manuel, maestro di tennis e spogliarellista che vorrebbe definire una nuova categoria di «tamarri glamour»; Marika, che ha sulle labbra un giudizio per tutti; Antonio, il tamarro bucolico, contadino siciliano; Cristiana, la «tamarrina milanese» che, assicura, se non la conosci bene magari non te ne accorgi, di quant’è tamarra... ma è la prima a far volare gli insulti; Marco, pronto a dimostrare che i veri tamarri vengono da Torino; e infine Melissa, barista romagnola che, più in carne e meno sfacciata delle altre, si candida già a outcast dello show.
Per il momento il programma non diverte quanto il suo predecessore americano, attirando molte critiche e pochi apprezzamenti: non è che, in fondo, preferiamo vedere i tamarri degli altri?




