DOLORES LOVES MOVIES: BRADLEY COOPER

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13 Aprile 2011 by

DOLORES POINT FIVE

Dolores Loves Movies: Bradley Cooper

Quando Norman si è trasferito da me, io tenevo un paginone di Details attaccato al frigo. La prima richiesta che lui ha avanzato - con garbo - è stata di «concentrarmi maggiormente sul funzionamento del nostro rapporto». Messo alle strette, ha ammesso di provare disagio quando scendeva in cucina la sera tardi e si trovava davanti Bradley Cooper che faceva le faccette. E io, tra una convivenza non violenta e un paginone di Details, ho scelto la convivenza non violenta. Ho fatto bene.

Bradley Cooper è il classico cartonato di Abercrombie che può risultare bello solo se si rotola nel fango e/o si mette in una posa alla Gesù Cristo schiodato. La cosa peggiore, e dunque inevitabile, è stata trasformarlo in un personaggio da copertina. A quel punto lui è passato da «ehi, che fico!» a «...no, non credo». (Io do la colpa alla scena tremenda di A-Team con lui in mutande senza ragione, ma altri dicono che il vaso era traboccato già con Una notte da leoni, il suo primo vero successo globale.) E diventare un «tipo» che deve piacere alle donne comporta cose abbastanza estreme. Strabuzzare gli occhi in film d'arte del regista di The Illusionist, ad esempio. Oppure prepararsi a un futuro di commedie romantiche con Katherine Heigl.

Sia detto, però, che il trailer di Limitless funziona su due livelli: prima stabilisce che quando diventi intelligente cambi pettinatura (tra i luoghi comuni da cinema brutto, questo è secondo solo a «i ciechi possono vedere i fantasmi»), e poi precisa che si diventa intelligenti mandando giù delle gran pasticche. (E da lì nel mondo reale passi subito a misurare il tuo thetan level. Oppure a guidare una Ritmo azzurra lungo strade mal illuminate.) La chiuderei qui, se non fosse che il mese prossimo esce Una notte da leoni 2, e per saggiarne l'appeal sul pubblico maschile potevo scegliere tra «conversazione con mio figlio, anni dodici» oppure «il parere di Norman».
Ho chiesto un parere a Norman.
Lui si è chiuso in solaio per tre ore e quaranta, poi è tornato e ha detto «ripongo più fiducia in spin-off sul cinese nel bagagliaio». I rapporti adulti sono fatti di compromessi.

Dolores Point Five ha avuto un figlio prima di finire il liceo. Per dodici lunghi anni, la sua unica idea di intrattenimento è stata «mangiare sul divano guardando le repliche di «Cops». Poi è entrato in scena un uomo calmo e razionale di nome Norman. Ogni settimana Dolores ci porta a casa loro.

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