ART BASEL 42: LE TENDENZE DELL'ARTE CONTEMPORANEA
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Art Basel, la fiera d'arte che cambia aspetto ancora prima di inaugurare, secondo alcuni è la più importante del mondo.
La crisi sembra scongiurata una volta per tutte qui a Basilea, perché già durante la preview del 14 giugno i collezionisti hanno sfoderato portafogli milionari e si sono aggiudicati i pezzi migliori, costringendo i galleristi a rivedere l'allestimento degli stand in modo significativo. Qui si testano le tendenze del mercato. Cosa andrà, dunque, nella stagione a venire?
Fisicità è la parola che viene in mente facendo un giro tra gli stand, con una prevalenza decisa su pittura, scultura e installazione di grande formato.
Qui si fanno investimenti sicuri e senza rischio, comprando Mark Rothko a 5,5 milioni di dollari o De Kooning a 15 milioni. Il bello di Basilea è che la storia dell'arte del XX secolo incontra la scena più contemporanea con un unico comune denominatore, la qualità.Tra gli espositori, incontrerete tanti iPad e borse di Hermés quante sono le opere d'arte, insieme a innumerevoli personaggi stravaganti, tutti perfettamente a proprio agio grazie alla comune passione per l'arte.
Ma veniamo alle tendenze di stagione:- Scritte e Neon: di tutte le fattezze e grandezze, da Tracey Emin a Jonathan Monk
- Specchi: ci si specchia spesso e volentieri nelle opere d'arte, ma l'immagine non è mai realistica. Dalle distorsioni di Anish Kapoor, alla scritta in frantumi "1968" di Doug Aitken, al gioco di Matthew Buckingham dove lo spettatore deve impugnare uno specchio per leggere l'opera d'arte.
- Bambole: un rinnovato interesse per il corpo in forma quasi giocattolo, che si trasforma in maschera, fumetto, e pupazzo a seconda dell'artista. Un po' vudù nelle opere di Pascale Marthine Tayou, un po' soap opera sudamericana nell'altare latino di Marcos Lopez, un po’ serial killer stile Dexter nell’opera del vietnamita Danh Vo.
- Storie e Fumetti: ci sono le opere quasi manga di Keiichi Tanaami, lo zio paperone di Allen Ruppersberg e le storie da grande magazzino di Erik van Lieshout. Tutti muoiono dalla voglia di raccontarvi delle favole.
- Performance: Quando da lontano si sente odore di riso, non è la fame a darvi allucinazioni, ma un gruppo di tailandesi (reclutati da Rirkrit Tiravanija) intenti a preparare un curry per poi offrirvelo. Altrove una donna è intenta a tessere una trama usando un'arpa come telaio. La presenza della performance e del “fare arte” è sottile ma intensa.
- Oversize: è il leitmotiv di tutta la fiera che trova massima espressione e racchiude anche gli altri temi, nella sezione Unlimited. Qui, più grosso è meglio è. Lo sa bene Dasha Zhukova che si è aggiudicata l'installazione con scritte colorate al neon di Jason Rhoades per un milione di dollari. Rilassante la stanza blu di James Turrell, un po' meno i mattoni (veri, non di gommapiuma come pensa qualcuno) appesi al soffitto di Kendell Geers, da attraversare senza prendere in fronte.